Campagna elettorale sott'acqua, decisioni di voto già maturate e bocche chiuse
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VITERBO - I candidati continuano i loro giri anche se la campagna elettorale entra in una fase diversa. Dopo la grande corsa dell'inizio e le sgomitate per cercare di convincere più parenti, amici, vicini di casa possibile ora il clima è cambiato. 

VITERBO – I candidati continuano i loro giri anche se la campagna elettorale entra in una fase diversa. Dopo la grande corsa dell’inizio e le sgomitate per cercare di convincere più parenti, amici, vicini di casa possibile ora il clima è cambiato. 

Mancano undici giorni al voto e ogni viterbese è stato raggiunto da chi aveva ragione di credere di poterlo conquistare, per le più svariate ragioni, come elettore. Tutto quello che si poteva fare con il corpo a corpo è stato fatto e il grosso ha già deciso chi votare. Tutti gli altri, se non sono stati captati finora con l’azione dei candidati non possono essere raggiunti con “il porta a porta”. Qui dovrebbe entrare in gioco la comunicazione e quindi la capacità, essenzialmente dei candidati sindaci, di colpire l’attenzione, di fare parlare di sé, di convincere. 

E’ una parte della campagna elettorale molto delicata e complessa che diventa difficile pensare di affrontare, a livello di un capoluogo di provincia, senza un professionismo di un medio livello. 

Che il clima sia cambiato, che il corpo a corpo dei candidati abbia esaurito il proprio tempo, lo si capisce bene da un fatto: le persone hanno smesso di parlare delle elezioni. Non ne parlano più perché hanno deciso chi votare e hanno già il “santino” nel portafoglio e non vogliono andare in difficoltà nell’incontrare altri interessati e possibili chiedenti. Soprattutto non intendono discutere per la politica con i vicini, i colleghi di lavoro, etc. 

Questo non significa che non si sta parlando più delle elezioni ma che essenzialmente a farlo sono i monologhisti, lasciati parlare per educazione più che per altro. Le bocche si sono chiuse, fateci caso. Ora si possono spostare ancora bei punti percentuali ma per farlo serve mestiere e soprattutto sarebbe utile attivare gli elettori apatici e disinteressati. E’ quella una sacca formidabile, che pesa quasi il 50% dei votanti potenziali. 

 

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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