
VITERBO – I candidati continuano i loro giri anche se la campagna elettorale entra in una fase diversa. Dopo la grande corsa dell’inizio e le sgomitate per cercare di convincere più parenti, amici, vicini di casa possibile ora il clima è cambiato.
Mancano undici giorni al voto e ogni viterbese è stato raggiunto da chi aveva ragione di credere di poterlo conquistare, per le più svariate ragioni, come elettore. Tutto quello che si poteva fare con il corpo a corpo è stato fatto e il grosso ha già deciso chi votare. Tutti gli altri, se non sono stati captati finora con l’azione dei candidati non possono essere raggiunti con “il porta a porta”. Qui dovrebbe entrare in gioco la comunicazione e quindi la capacità, essenzialmente dei candidati sindaci, di colpire l’attenzione, di fare parlare di sé, di convincere.
E’ una parte della campagna elettorale molto delicata e complessa che diventa difficile pensare di affrontare, a livello di un capoluogo di provincia, senza un professionismo di un medio livello.
Che il clima sia cambiato, che il corpo a corpo dei candidati abbia esaurito il proprio tempo, lo si capisce bene da un fatto: le persone hanno smesso di parlare delle elezioni. Non ne parlano più perché hanno deciso chi votare e hanno già il “santino” nel portafoglio e non vogliono andare in difficoltà nell’incontrare altri interessati e possibili chiedenti. Soprattutto non intendono discutere per la politica con i vicini, i colleghi di lavoro, etc.
Questo non significa che non si sta parlando più delle elezioni ma che essenzialmente a farlo sono i monologhisti, lasciati parlare per educazione più che per altro. Le bocche si sono chiuse, fateci caso. Ora si possono spostare ancora bei punti percentuali ma per farlo serve mestiere e soprattutto sarebbe utile attivare gli elettori apatici e disinteressati. E’ quella una sacca formidabile, che pesa quasi il 50% dei votanti potenziali.


















