Camminamento di via San Clemente, Ciambella: "L'unico atto ufficiale è la donazione del terreno"
Ciambella-Michelini
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Camminamento di via San Clemente, "L'unico atto ufficiale è quello della donazione del terreno al Comune". E' netta Luisa Ciambella, vicesindaco e assessore al bilancio intervenuta sulla notizia.

Camminamento di via San Clemente, “L’unico atto ufficiale è quello della donazione del terreno al Comune”. E’ netta Luisa Ciambella, vicesindaco e assessore al bilancio intervenuta sulla notizia.

“Sul camminamento di via San Clemente esiste un progetto/studio di fattibilità. Ha ragione l’assessore Ricci quando afferma che non esiste un progetto esecutivo dell’opera. Come si sarebbe potuto redigere un progetto esecutivo sul camminamento senza avere la disponibilità di un pezzo di terreno che è stato acquisito dal Patrimonio solo un mese fa? Quello che ho detto e ribadisco senza possibilità di essere contraddetta è la realtà dei fatti.

Lo studio di fattibilità rappresenta la condizione indispensabile per procedere, entro la fine della legislatura, alla realizzazione del camminamento che andrebbe a congiungere la zona dell’ascensore (collegamento Valle Faul – piazza san Lorenzo), la zona dell’ex mattatoio e via San Clemente. Questo consentirà di completare il recupero della Valle di Faul. L’amministrazione si attiene agli atti ufficiali e non si muove “per sentito dire”.

A oggi l’unico atto ufficiale acquisito è quello della donazione del terreno da parte della signora Pelliccia al Comune di Viterbo. Agli atti non esistono richieste, comunicazioni o altro tipo di documento in contrasto con tale donazione. Chiunque fosse interessato a intentare una causa per usucapione, può sempre rivolgersi al sistema giudiziario per avviare un contenzioso tra privati e attendere la sentenza del giudice che si esprimerà nel merito. Una procedura adottata in genere da chi ritiene che gli sia stato leso un diritto o possiede atti e autorizzazioni a cui appellarsi”.

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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