
“Il nostro discorso punta a una riconsiderazione della candidatura di Merlani. Se rimane a 14 non fa il presidente né lui né io. Se arriva a 15 ha perso comunque, deve prendere coscienza della realtà. Realtà che ha bocciato la sua candidatura”, ipse dixit Mauro Barlozzini.
Domenico Merlani e Mauro Barlozzini, i due nomi in corsa per la Camera di Commercio di Viterbo. Una partita ancora aperta, ferma a centrocampo. E’ tutto bloccato, contrapposto. Sembra una mischia del rugby, con le associazioni appuntellate le une sulle altre. Abbiamo intervistato Barlozzini, entrato in campo meno di due settimane fa. Nei prossimi giorni tenteremo di avere con noi Merlani.
Come sta andando la sua maratona?
“Mi piace definirla una “maratona”. Fino a qualche anno fa facevo anche il podista, quindi so di cosa si parla. Questa mattina (ieri per chi legge n.d.r.) ci siamo visti con i compagni di avventura. Abbiamo fatto un passaggio con i rappresentanti dei Consumatori, per capire come intendono collocarsi. Ero molto curioso di capire come mai, essendo molto vicini ai sindacati (schierati con Merlani n.d.r.), non li hanno seguiti. Parlandoci ho capito che il non schierarsi è stato frutto di una decisione molto meditata. In buona sostanza auspicano un candidato unico alla presidenza della Camera di Commercio. E’ la stessa cosa che auspica anche il blocco che mi sostiene. Merlani non è riuscito a sfondare, è inchiodato a quota 14″.
Come vede lo sfidante?
“Lo vedo un po’ etereo. Non lo vedo parlare, esprimere posizioni. Ho la sensazione che parli per interposta persona. Lo percepisco come un candidato troppo distante. Ricordo quando prima di presentarsi come candidato tentò un timido approccio con l’associazione di cui faccio parte (Confcommercio). Non seguì nessun confronto finalizzato ad aggregare. Lì è rimasto Merlani. Avrebbe dovuto mettere insieme prima la scheletro di un gruppo a suo sostegno. Il commercio da solo conta 8 seggi su 28 in Camera di Commercio, tenerlo fuori e pensare di diventare presidente sembra un po’ difficile. Diciamo che ha avuto un approccio non ottimo con questa partita”.
Ha avuto contatti con qualcuna delle forze di ‘Patto per la Tuscia’?
“Sì, ho avuto diversi contatti. Poi venerdì è uscito un comunicato dove le forze di quell’aggregato hanno rinnovato la concordia alla candidatura di Merlani e hanno aperto le porte alle altre realtà. Il problema è che oggi non ci sono grandi spazi per fare campagna acquisti. Le 3 realtà rimaste super partes (Consumatori, Banche e Ordini Professionali) difficilmente prenderanno posizione proprio ora che ci sono due candidati, non l’hanno fatto quando a correre era solo Merlani”.
Anche i sindacati avrebbero potuto assumere una posizione super partes. Si sono uniti a Merlani quando era l’unico candidato, è ipotizzabile un ripensamento? Avete preso contatti con i rappresentanti?
“Non abbiamo preso contatti, riteniamo però discutibile la scelta attuale. Ci risulta anche gravida di contraddizioni. Industriali e sindacalisti non sono mai andati storicamente d’accordo”.
Barlozzini può arrivare a quota 15 (quindi chiudere la partita)? Come?
“Il gruppo che sostiene la mia candidatura arriva a quota 11. Il discorso che facciamo noi passa da una riconsiderazione della candidatura di Merlani. E’ sceso in campo da mesi e non è riuscito ad aggregare. Si è inchiodato a quota 14, per essere un candidato forte doveva arrivare a 17/18. Ha in pratica già perso. Dovrebbe fare un passo indietro. Dal mondo dell’agricoltura ci arrivano segnali che vedono Coldiretti pronta a riposizionarsi se Merlani dovesse fare un passo indietro. Merlani però sostiene di non poter fare un passo indietro se non glielo chiedono le associazioni che lo hanno sostenuto”.


















