
Il progetto di orientamento e formazione del CeFAS è rivolto ai giovani delle scuole superiori, grazie al contributo della Fondazione Carivit.
Il comunicato della Camera di Commercio di Viterbo
Favorire l’incontro tra mondo della scuola e quello del lavoro attraverso percorsi formativi e orientativi. È quanto si prefigge per l’anno scolastico 2015-2016 il progetto “OrientaMenti al lavoro” realizzato dal CeFAS, Azienda speciale della Camera di Commercio di Viterbo, con il contributo della Fondazione Carivit.
L’iniziativa s’inserisce nell’ambito dei progetti di “alternanza scuola-lavoro” e consiste nella realizzazione di un programma di orientamento e formazione rivolto agli studenti delle scuole medie superiori con l’intento di ampliare le conoscenze e favorirne il processo di crescita e di scelta. Gli interventi proposti, infatti, permettono ai ragazzi sia di sviluppare dimensioni critiche personali, che sono alla base del successo scolastico e professionale – quali autostima, autoefficacia motivazione, capacità di organizzazione delle attività di studio e di auto orientamento – sia di iniziare a conoscere il mondo del lavoro dove andranno a inserirsi come lavoratori o, alcuni casi, attraverso forme di autoimprenditorialità.
“I progetti di alternanza scuola-lavoro – dichiara Domenico Merlani, presidente della Camera di Commercio di Viterbo – rappresentano uno strumento formidabile per ampliare le potenzialità occupazionali, soprattutto in una fase in cui la disoccupazione giovanile anche nella nostra provincia tocca punte da record. L’Ente camerale ha il dovere morale e compito istituzionale di sviluppare progetti che aiutino i giovani all’inserimento nel mondo del lavoro. Oggi, grazie alla disponibilità della Fondazione Carivit che si conferma un interlocutore illuminato, vengono offerti agli studenti stimoli per l’autoimprenditorialità, opportunità per accrescere le loro capacità, contatti con il mondo del lavoro e con gli imprenditori”.
“Il nostro supporto al progetto OrientaMenti al lavoro – spiega Mario Brutti, presidente della Fondazione Carivit – è frutto della convinzione che i soggetti del territorio debbano collaborare e superare gli individualismi. Questo è il primo passo per ulteriori sinergie future tra due organismi che hanno la vocazione a sostenere la crescita locale, dal punto di vista economico e sociale. Nello specifico a mio avviso il rapporto scuola-lavoro è un aspetto su cui il sistema Italia deve migliorare, prendendo spunto da anche esperienze straniere”.
“Da tempo stiamo realizzando progetti di alternanza scuola-lavoro – ha detto Stefano Gasbarra, vicedirettore del CeFAS – insieme alle scuole medie superiori della provincia. Basti pensare che solo nel 2014 abbiamo coinvolto 1.900 studenti e 66 imprese. Con OrientaMenti al Lavoro diamo continuità a questa attività, con la possibilità di estenderla anche ad altri istituti della Tuscia che ne faranno richiesta”.
Vediamo nel dettaglio come si articola “OrientaMenti”. Il percorso di orientamento prevede inizialmente una serie di interventi tesi a favorire lo sviluppo delle competenze relazionali e trasversali e l’inserimento consapevole dei partecipanti all’interno del percorso progettuale. Successivamente saranno organizzati incontri seminariali con la presenza di esponenti di realtà economiche locali, giovani imprenditori e manager, nonché da testimonianze provenienti dal mondo della ricerca per approfondire alcuni temi, tra cui: marketing e vendite, come affrontare un colloquio di selezione, tecniche di comunicazione personale e public speaking, Green Economy e Responsabilità Sociale d’Impresa, Economia del territorio.
Il programma si completa con l’esperienza sul campo, nell’ambito dell’iniziativa JobDay, che offre allo studente l’opportunità di trascorrere una giornata a fianco di un tutor aziendale (imprenditore, libero professionista, manager o impiegato), il quale condividerà i diversi aspetti della sua professione. Gli istituti superiori della provincia di Viterbo di cui si prevede il coinvolgimento nel progetto sono 8 e gli studenti partecipanti circa 2mila delle classi terza, quarta e quinta.


















