Cambogia viterbese, due mesi pieni per assistere a deliri personali di partito e forse vedere un po' di politica
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Scusate ma non vediamo leader. Forse, anzi sicuramente, il problema è nostro. Un po' di miopia, stigmatismo o comunque offuscamento della vista. Il campo politico viterbese è fiacco. La capacità di presentarsi, esserci, comunicarsi e fare struttura roba da altro pianeta.

Scusate ma non vediamo leader. Forse, anzi sicuramente, il problema è nostro. Un po’ di miopia, stigmatismo o comunque offuscamento della vista. Il campo politico viterbese è fiacco. La capacità di presentarsi, esserci, comunicarsi e fare struttura roba da altro pianeta.

Un po’ di fumo da social, quattro sedi messe in croce che l’unico bene che producono forse è l’affitto pagato a chi le cede (per pochi mesi, che dopo il voto saranno subito chiuse) e qualche stipendiuccio a chi le tiene aperte, un po’ di slogan, spezzoni confusi e variopinti di programma.

Politica liquida. Talmente liquida che compare a ridosso delle campagne elettorali, poi entra nel Palazzo, lì campicchia e dopo cinque anni si ripresenta a raccontare storie da campagna elettorale. Film noioso, lento, fastidioso. 

Dove sono i leader, i gruppi intorno? Con La Fune ci mettiamo a disposizione per raccontarli. Ci mettiamo a disposizione per incontrarci e fare capire ai viterbesi le caratteristiche di ognuno. Mandateci i programmi, mandateci la visione della città che avete in testa. Niente cose strampalate, tanto per farle. 

Ci attendono due mesi complicati. Dove assisteremo al dramma umano di chi pretende di fare il sindaco perché una vocina nella testa glielo dice. A chi cercherà di imboscarsi perché sa che corrono tempi cattivi. A chi con ideologia farcirà discorsi roboanti quanto sterili. Ma chi di questi signori che ambiscono a governare la città ha davvero studiato o è pronto a farlo? Chi conosce i problemi che ci sono? Chi incontra davvero le persone? 

Il passato ci ha regalato grande mediocrità. Difficilmente il futuro sarà diverso, ma almeno dobbiamo sperarlo. Andremo nelle prossime settimane a raccontare sedi di partito, uomini e donne, idee e metteremo in evidenza fragilità e bluff. Al servizio della città, per far capire cosa bolle in pentola. Dopo la Pasqua sarà tutta campagna elettorale. 

 

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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