Cambio ai vertici: il colonnello Antro nuovo comandante provinciale dei Carabinieri
Alfredo Antro
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Raccoglie il testimone dal colonnello Massimo Friano, destinato ora alla capitale dopo tre anni di servizio sul territorio viterbese.

VITERBO – Cambio della guardia nella Tuscia: il colonnello Alfredo Antro è il nuovo comandante provinciale dei Carabinieri. 48 anni, una carriera segnata da incarichi di primo piano, Antro arriva da Roma, dove era a capo dell’ufficio personale della Scuola ufficiali dell’Arma.

Raccoglie il testimone dal colonnello Massimo Friano, destinato ora alla capitale dopo tre anni di servizio sul territorio viterbese.

Il percorso di Antro parla chiaro: dal comando del nucleo operativo e radiomobile di Giarre a quello della compagnia di Montecatini Terme, fino alla guida del reparto operativo dei Nas. Ha lavorato anche al Comando generale come responsabile dell’ufficio stampa e come ufficiale di collegamento con la Commissione parlamentare di inchiesta sulle comunità per minori.

La presentazione ufficiale è avvenuta alla presenza del presidente della Provincia Alessandro Romoli e della sindaca di Viterbo Chiara Frontini. Entrambi hanno ribadito l’importanza dell’Arma come presidio di sicurezza e garanzia di legalità, sottolineando il valore della collaborazione tra istituzioni.

Parallelamente, si registra anche un cambio alla Scuola marescialli dell’Aeronautica militare (Smam), dove Dario Ricci assume il comando, segnando un doppio passaggio di testimone ai vertici delle forze armate sul territorio.

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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