



INSIDE – Cerchi sollievo dal caldo? Trova conforto nella maestosità della Faggeta vetusta del Cimino, patrimonio dell’UNESCO. Mentre l’Italia è avvolta da un’ondata di caldo, con temperature che raggiungono i roventi 36 gradi Celsius in alcune parti della Tuscia, la natura offre un gradito sollievo nel fresco abbraccio della faggeta del Cimino.
Svettanti quasi a toccare il cielo, gli antichi faggi della Foresta di Monte Cimino, nota anche come Faggeta di Soriano nel Cimino, sono una testimonianza della forza eterna della natura. Le loro radici, profondamente radicate nel fertile terreno del Monte Cimino, attingono a secoli di forza, offrendo un rifugio rinfrescante dalla calura opprimente.
Estesa su 50 ettari nel punto più alto della provincia, la Faggeta è facilmente raggiungibile dall’incantevole borgo di Soriano nel Cimino. Raggiungere i suoi 1053 metri di altitudine significa percepire un palpabile cambiamento di atmosfera. Il bosco offre un rifugio dove perdersi in un profondo silenzio e introspezione, lontani dalla frenesia quotidiana.
Più di un semplice rifugio, la Foresta di Faggi Cimino è l’incarnazione vivente della resilienza della vita. Come dice il proverbio, “Nulla è morto se non è nato per primo”, e la foresta è simbolo di questo ciclo eterno.
Riconosciuta per il suo eccezionale valore naturale e ambientale, la Foresta di Monte Cimino è stata iscritta nella Lista del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO il 7 luglio 2017. Il Comitato del Patrimonio Mondiale, riunitosi a Cracovia, ha aggiunto la foresta alla lista come parte delle “Foreste primordiali di faggi dei Carpazi e di altre regioni d’Europa”. Questa prestigiosa designazione consolida il ruolo della foresta come tesoro globale, a testimonianza della bellezza duratura e dell’importanza ecologica delle antiche foreste di faggi.
Quindi, se cercate rifugio dal caldo incessante, considerate un’escursione nella Faggeta vetusta di Monte Cimino. Respirate l’aria fresca e rigenerante, ammirate gli alberi imponenti e trovate conforto nella bellezza senza tempo di questo sito Patrimonio dell’Umanità UNESCO. È un promemoria che, anche di fronte a condizioni estreme, la natura offre conforto e un legame con qualcosa di molto più grande di noi.
Maurizio Di Giovancarlo / Tuscia Fotografia / La Fune























