Caldaia rotta all'Orioli e studenti in protesta. I consiglieri provinciali di FdI: "Romoli&Co perdono la faccia"
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VITERBO - “È inaccettabile che un istituto scolastico e gli studenti che lo frequentano debbano subire la negligenza e l’incapacità di chi amministra".

VITERBO – “Eccola qua, tutta l’attenzione della Provincia per le scuole viterbesi: dopo settimane di polemiche e attacchi assolutamente gratuiti ed estemporanei verso indirizzi decisamente sbagliati, cade la maschera e Romoli&Co perdono la faccia. Dopo post sui social e comunicati stampa per ottenere like e consensi, si scopre che gli studenti dell’istituto Orioli sono costretti a mettere in atto forme di protesta per le gravi condizioni in cui devono fare lezione”.

E’ quanto affermano i consiglieri provinciali di Fratelli d’Italia, Luca Giampieri, Giuseppe Cesetti, Luca Profili e Nello Campana, in riferimento a quanto sta accadendo all’istituto Orioli, dove la protesta è sfociata in una vera e propria assenza di massa da parte degli alunni.

“È inaccettabile che un istituto scolastico e gli studenti che lo frequentano debbano subire la negligenza e l’incapacità di chi amministra. Gli alunni – spiegano i consiglieri – sono costretti a studiare al freddo a causa di una caldaia malfunzionante che non è stata riparata in tempi utili ed è vergognoso che, nonostante le segnalazioni della scuola, non sia stato preso alcun provvedimento concreto per risolvere il problema. Non possiamo assolutamente permettere che la sicurezza e il benessere dei nostri ragazzi siano messi a rischio dall’inefficienza di chi è responsabile della gestione delle scuole e, cioè, la Provincia di Viterbo che, nonostante i proclami politici urbi et orbi, non riesce nemmeno a gestire l’ordinaria manutenzione degli istituti viterbesi”.

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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