Calcio femminile, Ilaria Filippi ingaggiata dalla Roma
Ilaria Filippi
Gli Stati Generali La Fune
ROMA - La 24enne di Tuscania torna a vestire la maglia giallorossa e dichiara: "Società solida, campionato competitivo ma stimolante e bello"

ROMA  – Una punta viterbese per la Roma calcio femminile.

Si tratta di Ilaria Filippi, nata a Tuscania nell’estate del 1993, che dopo quattro anni torna a vestire la prestigiosa maglia giallorossa.

Figlia d’arte, avendo ereditato la passione per il calcio dal  papà Tino è una vecchia conoscenza del calcio tuscanese, Ilaria Filippi è un’attaccante che in passato è stata spesso schierata anche come centrocampista. Ha iniziato a giocare a calcio a sedici anni, prima nel calcio a cinque e, successivamente, dai diciotto a calcio a undici.

“Quattro anni fa ho avuto una parentesi con la Roma durata qualche mese – racconta Ilaria Filippi -Ora ho deciso di tornare perché reputo la Roma una squadra e una società solida che da parecchi anni ormai si sta confermando ai vertici del campionato. Sicuramente quest’anno sarà un anno nuovo per tutti e la riforma ha innalzato il livello del campionato che sarà più difficile e competitivo, ma allo stesso tempo stimolante è bello”.

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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