Calcio, baseball o la bellezza?
PHOTO-2026-04-02-02-21-32 (1)
800 Confartigianato
Come dal calcio dovremmo imparare che da altri non viene la nostra salvezza. La nostra competitività viene solo da noi. E come potrebbe essere diversamente? Puntiamo su di noi, sulla bellezza e la nostra unicità [...]

IL CORNER DEL PROFESSORE – Sono 12 anni che l’Italia deve andare ai mondiali di Calcio. La nazionale di baseball, arriva in semifinale ai mondiali battendo gli Stati Uniti. Credo che il messaggio sia chiaro: diventiamo tutti tifosi di baseball che è meglio.

Non mi interesso di calcio. Non so chi ha vinto lo scudetto o quando finisce il campionato. Ricordo vagamente la domenica sportiva degli anni 70-80 dedicata per il 95% al calcio e ricordo la nazione completamente ferma per la finale dei mondiali del 1982, per fortuna vinta
contro la Germania 3-1. Ricordo molto meno della finale del 2006, anche perché ero ormai fuori Italia da molti anni. Con l’età ho cambiato attenzioni.

È facile a dirsi ma se ci facciamo distrarre dal calcio o da altre cose che ci vedono assolutamente passivi e non ne beneficiamo in alcun modo. Al contrario diventiamo pigri anche mentalmente. Dobbiamo imparare a essere orgogliosi dell nostra città, della nostra terra, di noi stessi, delle nostre azioni, di quelle dei nostri amici, parenti, concittadini e conterranei. La mia vista, peggiorata con l’età, vede solo fino alle mura di Viterbo. Con uno sforzo si allunga ma certo non oltre la Tuscia. Ho molti amici, conosco moltissime persone e vivo una vita felice quando sono nella città che tengo stretta al cuore. In Tuscia sono a casa e avverto una corrente di creatività che scorre forte nelle vene degli abitanti.

Gianluca Braconcini è il mio barbiere. Con lui passo sempre un’ora storica: mi insegna un sacco di roba e mi racconta della vita dentro le mura. In queste ore ho aperto Facebook e sul suo profilo ho trovato un fotomontaggio (quella in copertina). Adoro Gianluca e il figlio Lorenzo. Io stesso uso spesso l’espressione “andar a zappare la terra”. Ma credo che se in serie A giocano più stranieri che italiani il risultato sia sin troppo ovvio. Non avvenne qualcosa di simile prima del 1966? Impareremo mai? Mia moglie chiede come sia possibile che la sconfitta della nazionale sia diventata un’interrogazione parlamentare. Sapesse quanto diventiamo stupidi di fronte al televisore per la nazionale …

Secondo me siamo ben altro. Come per il calcio dobbiamo centrale tutte le energie e le attività della nostra vita su noi stessi. Sulla creatività e la nostra più profonda umanità. L’intelligenza artificiale sarà un osso duro ma noi abbiamo l’asso nella manica: il neo-rinascimento del XXI secolo deve e può nascere solo da noi. Chi aspettiamo che ci aiuti? Un modello economico basato sull’esaltazione di quello che abbiamo non è solo possibile, è la sola via per consolidare la nostra qualità della vita. Abbiamo grandi sfide: il decremento delle nascite, un’economia stagnante, spopolamento delle zone rurali, rivoluzioni tecnologiche etc.

Come dal calcio dovremmo imparare che da altri non viene la nostra salvezza. La nostra competitività viene solo da noi. E come potrebbe essere diversamente? Puntiamo su di noi, sulla bellezza e la nostra unicità. Mia figlia si è arrabbiata quando ho chiesto se fossero belle le mura illuminate per la quinta volta in pochi giorni. Sono felice di essere restato immaturo e di facili entusiasmi. La bellezza ha su di me un effetto invasivo e straordinario. Divento forte, quasi invincibile. Non mi frega nulla del calcio, resto affascinato dalla maestosità delle nostre mura.

 

800 Confartigianato
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

ance
CAMCOMRIVT-banner-web-300x150
400 Confartigianato
CNA 300x300
asvis 2
aiac_banner_01
Masicar300x300-optimize
domenicale post
lafune_300 x 600
TdP_Inalazioni
monastero interno
Jeep_Compass_apex_300x300_200
Foto Fisioterapy Center
Onda
Fune 300x300
POST FB 01