Calcata presa d'assalto dai visitatori, il sindaco Pandolfi dispone l'accesso a numero chiuso
Calcata
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CALCATA - Una decisione entrata in vigore da questa domenica 15 novembre ma che rimarrà per tutti i festivi e prefestivi fino a nuove disposizioni. Il tutto in chiave anticovid.

CALCATA – Troppi turisti nel borgo, così il sindaco Sandra Pandolfi scrive un’ordinanza che introduce il numero chiuso agli accessi.

Una decisione entrata in vigore da questa domenica 15 novembre ma che rimarrà per tutti i festivi e prefestivi fino a nuove disposizioni. Il tutto in chiave anticovid.

“Vi informo che visto il crescere continuo dei visitatori, come da ultimo fine settimana, nel centro storico di Calcata, ho ritenuto di dover inoltrare al Prefetto di Viterbo una nota scritta nella quale oltre a informarlo e aggiornarlo di quanto sopra, chiedevo di poter emettere ordinanza per contingentare gli accessi, previa relazione di un tecnico, a Calcata Vecchia, nei fine settimana e avere il supporto delle forze dell’ordine per garantire l’ordine pubblico e il rispetto del provvedimento.

Questa mia richiesta è stata portata in discussione nel Comitato Ordine e sicurezza pubblica e ne è uscita con esito favorevole. Quindi nella giornata di venerdì ho firmato l’ordinanza e predisposto il controllo ai varchi d’accesso con polizia locale e steward.

L’ordinanza entra in vigore domenica 15 novembre e sarà efficace nei giorni festivi e prefestivi dalle 10.00 alle 16.00.
Questo provvedimento, ritenuto necessario per la tutela della salute pubblica, potrà essere essere rivalutato in base all’evoluzione dell’Emergenza Covid-19, alle norme sopravvenute, al numero di contagi ed in base alle criticità di gestione che si potranno riscontrare”.

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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