Calabro: “L’obiettivo è arrivare alla salvezza il prima possibile”
Calabro
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VITERBO – Dopo la seconda sconfitta consecutiva il mister gialloblù ridimensiona l'obiettivo stagionale della Viterbese. GUARDA IL VIDEO

VITERBO – Dopo la seconda sconfitta consecutiva il mister gialloblù ridimensiona l’obiettivo stagionale della Viterbese: “Siamo partiti bene e nel primo quarto d’ora abbiamo avuto due buone occasioni. Sul gol subito ci siamo spenti e non c’è stata quella reazione che molto spesso la nostra squadra riesce ad avere dopo lo svantaggio. Siamo andati in confusione e abbiamo sbagliato tante cose semplici a livello tecnico. Abbiamo provato a cambiare la partita già alla mezz’ora inserendo Simonelli, non perché Bianchi stava giocando male ma perché avevo bisogno di altre caratteristiche. Nella ripresa siamo riusciti a riaprirla ma il gol subito dopo ci ha tagliato le gambe.

Sono un allenatore che cura molto l’aspetto dell’ agonismo. Se non c’è il giusto agonismo e non si gioca con il coltello tra i denti non c’è schema che tenga. Dimentichiamoci i playoff e pensiamo a salvarci perché se giochiamo come oggi non penso che facciamo sette punti da qua alla fine. In settimana alla squadra ho detto di avere un sogno comune e cercare di realizzarlo tutti insieme: può darsi che questo ci abbia un po’ imborghesito. Ora dobbiamo affrontare le due trasferte consecutive con l’obiettivo di arrivare alla salvezza il prima possibile”.

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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