"Caffeina via da Viterbo? Questione essenzialmente di soldi"
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VITERBO - La quattordicesima edizione di Caffeina non si terrà nella città dei papi ma al Castello di Santa Severa. Da questo fatto, diventato pubblico in settimana, si è sviluppato un dibattito viterbese molto significativo. Riportiamo la lettera di un lettore de La Fune.

VITERBO – La quattordicesima edizione di Caffeina non si terrà nella città dei papi ma al Castello di Santa Severa. Da questo fatto, diventato pubblico in settimana, si è sviluppato un dibattito viterbese molto significativo. Riportiamo la lettera di un lettore de La Fune.

Caro Direttore,
Lo svolgimento del festival Caffeina fuori da Viterbo non mi sorprende. L’attività ormai è divenuta imprenditoriale e il ripiano dei debiti pregressi non poteva che portare a scelte meno “visionarie” e molto più concrete, come lo sono (a volte) i bilanci.

Sono così andato a dare un’occhiata al bando della regione Lazio sul sito di LazioCrea e il successivo atto d’affidamento, nonché tutte le domande che lo stesso aggiudicatario ha formulato all’ente. Il contributo per realizzare la manifestazione è cospicuo, sicuramente maggiore di quello che il Comune di Viterbo ha concesso in questi anni. Inoltre non vi è alcun costo per l’occupazione del “suolo pubblico”.

Mi concentrerei su questi due particolari: è chiaro che gli imprenditori che sostengono il Festival hanno fatto bene i conti e sono sicuri di trovare dei vantaggi economici dall’evento che si accingono a predisporre e che possono averli perché le cifre e le condizioni del bando glieli permettono.

Condizioni che è evidente non sono state trovate, almeno quest’anno, nel nostro Comune. Mi chiedo allora, siamo sicuri che sia stata una volontà politica quella di non permettere a Caffeina di svolgersi quest’anno a Viterbo oppure non è economicamente sostenibile per un Comune come il nostro?

Non do un giudizio in merito, e magari le due ipotesi sono vere entrambe. Eppure una riflessione è necessario farla, al di là delle solite partigianerie. Perché gli eventi costano e gli eventi non sono tutti uguali in termini di ritorno ed anche su queste basi si devono porre le discussioni e le scelte (stavolta politiche) che dovranno essere fatte nei prossimi anni per il rilancio della nostra Città.

Cordialmente
Luigi Tozzi

Gli Stati Generali La Fune
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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