Caffeina via da Viterbo, Filippo Rossi: "Il mio silenzio è un pozzo di tristezza"
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Gli Stati Generali La Fune
VITERBO - "Il mio silenzio è un pozzo di tristezza". Filippo Rossi si affida a queste otto parole. Niente di più. Caffeina-man, l'uomo che non le ha mai mandate a dire sceglie la strada del silenzio.

VITERBO – “Il mio silenzio è un pozzo di tristezza”. Filippo Rossi si affida a queste otto parole. Niente di più. Caffeina-man, l’uomo che non le ha mai mandate a dire sceglie la strada del silenzio.

Quella che tutti gli uomini si trovano a percorrere quando la sconfitta che sentono sulla propria pelle è talmente pesante da rappresentare un tappo per tutto. Nel caso di Rossi la situazione è più particolare. Continuerà a guardare “correre” Caffeina ma non nel luogo dove l’aveva immaginata e sognata quasi quindici anni fa. 

Il silenzio sembra la scelta dei più, forse perché si vuole coltivare la speranza che l’uscita di scena di Caffeina dal centro storico del capoluogo viterbese sia solo episodica. Legata a questo 2020 talmente surreale che potrebbe semplicemente essere un momento di passaggio per il ritorno alla normalità. Anche se i problemi restano profondi e chi è alla guida della città appare poco bendisposto verso l’iniziativa culturale in questione. 

 

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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