Caffeina Integration Film Festival, sette pellicole da Spike Lee ad Ang Lee
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VITERBO - Sette film per raccontare l’impegno e la forza dell’integrazione. Da Spike Lee ad Ang Lee, da Mario Caiano a Franco Brusati, questo il programma dell’Integration Film Festival di Caffeina.

VITERBO – Sette film per raccontare l’impegno e la forza dell’integrazione. Da Spike Lee ad Ang Lee, da Mario Caiano a Franco Brusati, questo il programma dell’Integration Film Festival di Caffeina.

I giorni che viviamo sono teatro di cambiamenti epocali e il tema dell’integrazione è al centro delle agende pubbliche: allo stesso modo già da molti anni registi, artisti e cineasti si interrogano sul tema del diverso, del suo valore, e della necessità di riconoscersi fra donne e uomini, portatori di difficoltà, di diversità e anche di tante occasioni da costruire.

Unendo allora mondi diversi e storie che collidono nasce una proposta che mescola il grande cinema, l’incontro culturale e la voglia di
costruire uno spazio collettivo fatto di rispetto, curiosità e scoperta reciproca: dal 29 maggio al 3 luglio 2019 Caffeina con il sostegno di Regione Lazio promuove il Caffeina Integration Film Festival.

Sette pellicole proiettate nella Galleria del Teatro Caffeina, fino a tre proiezioni completamente gratuite a settimana per entrare in mondi da scoprire, da discutere e da esplorare.

Iniziamo mercoledì 29 maggio con “BlakkkLansman”, il poliziesco del 2018 targato Spike Lee, ambientato nei profondi Stati Uniti infestati dal Ku Klux Klan e presentato a Viterbo da Eva Giovannini, giornalista Rai; il 05 giugno c’è “Taking Woodstock”, la pellicola firmata nel 2009 da Ang Lee che racconta l’origine divertente e inconsueta del più grande appuntamento musicale della storia e presentata a Viterbo dalla giornalista, scrittrice ed intellettuale Flavia Perina.

Alessandro Cozzolino, coach e scrittore, presenta il 7 giugno “Il diritto di contare”, la pellicola di Theodore Melfi divenuta un caso che racconta l’impegno delle tre scienziate afroamericane che contribuirono ai successi della Nasa, mentre Gianluca Nicoletti, giornalista della carta stampata e della radio, il 13 giugno sarà in galleria per accompagnare lo humor e il divertimento de “I racconti di Viterbury”, la pellicola brillante del 1973 diretta da Mario Caiano, una provocazione che nasconde un senso profondo da afferrare e da cogliere.

Giorgio Nisini, docente, scrittore e direttore artistico di Emporio Letterario Caffeina presenta il 20 giugno “La paura mangia l’anima”, il lavoro del 1974 diretto da Rainer Werner Fassbinder che narra una impegnativa storia di integrazione familiare nella Germania della guerra fredda; il 28 giugno è il turno di un grande classico con il grande “L’odio”, il capolavoro del 1995 di Mathieu Kassovitz con Vincent Cassel, abitante delle dure banlieues parigine, presentato dallo scrittore Giuseppe Culicchia.

Ultimo grande appuntamento quello del 3 luglio: “Pane e Cioccolata”, film del 1973 sceneggiato e diretto da Franco Brusati, con protagonista l’indimenticabile Nino Manfredi, italiano emigrato in Svizzera e presentato a Viterbo da Virginio Palazzo. Tutti gli appuntamenti prevedono l’inizio alle 21, sono ad ingresso gratuito fino a esaurimento posti; alla proiezione seguirà un momento di dibattito con i moderatori della serata.

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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