
VITERBO – O il capoluogo saprà andare oltre al Caffeina Christmas Village o sarà un problema. La questione è molto più seria di quanto si possa credere e ha delle ripercussioni molto più profonde di quanto qualcuno, minimizzando, cercherà di rappresentare.
Fondazione Caffeina ha servito il bye-bye e il tutto a settembre quasi finito. Palazzo dei Priori ha bisogno di un asso nella manica e c’è da augurarsi che Fantaworld riuscirà a riempire il vuoto di contatti, comunicazione, visione e know-how garantito negli ultimi tre anni dalla galassia Caffeina.
Se non ci sarà qualcosa all’altezza degli ultimi tre Natali tutta la città di Viterbo avrà perso. Al netto delle esultanze di chi la pensa diversamente, dei benaltristi e dei soliti rosiconi. Per il sindaco Arena una bella gatta da pelare. Riempire il vuoto lasciato dal Caffeina Christmas Village non sarà impresa facile, anche perché il tempo è davvero poco. Lo scorso anno tutta la macchina era stata messa in moto a metà novembre.
Se Palazzo dei Priori non dovesse riuscire a riempire il centro storico è prevedibile una levata di scudi molto dura da parte dei commercianti e titolari di strutture ricettive, che negli ultimi anni hanno lavorato bene.
E si avrebbe un danno materiale importante per la città. Un danno che avrebbe un’origine nella cattiva abitudine di chi amministra (questa naturalmente non imputabile solo ad Arena e alla sua maggioranza) di non utilizzare uno strumento base di governo: la programmazione.
Se il Natale viterbese dovesse restare buio, peggio ancora se risultasse sbiadito, sarebbe un ulteriore duro colpo al capoluogo. Colpo all’immagine e alla reputazione, all’appeal turistico e alla qualità della vita. Qualità della vita che passa per i buoni servizi ma anche per la capacità di offrire ricreatività, svaghi e sogni.


















