
VITERBO – Avere o non avere il villaggio di Natale nel centro storico è una questione molto meno banale di quanto si potrebbe credere. L’idea invernale del gruppo Caffeina era riuscita a mettere parecchie attività in condizioni di lavoro prima inesistenti sotto le feste natalizie.
Ha avuto ricadute positive nel comparto della ricettività, perché tante sono state negli ultimi tre anni la camere affittate causa Caffeina Christmas Village. Così come tanti i tavoli che si sono riempiti grazie al fiume di gente che è arrivata.
In città c’è preoccupazione, al netto delle critiche che non mancano mai. I commercianti riconoscono l’impatto del villaggio natalizio sui loro registratori di cassa. “Potevano fare di meglio, magari evitando tutte quelle bancarelle di street food”, si sbottona qualcuno.
“Alla fine l’impatto sugli incassi è molto meno di quanto si possa pensare”, mettono argine altri. Nell’insieme però l’emozione nei settori del commercio e del turismo è di preoccupazione per un Natale di magra.
Significative le parole pronunciate ieri dal direttore di Confartigianato Andrea De Simone: “L’impatto economico sul capoluogo sarebbe devastante per bar, b&b, alberghi ma anche per esercizi commerciali e artigiani. Perdere il villaggio di Natale si trasformerebbe in una sventura epocale, soprattutto in un centro storico gravato già da una progressiva desertificazione e da orari di chiusura dei locali non concertati”.


















