

VITERBO- Che la nostra città sia bella, lo sappiamo tutti. Sappiamo meno come uscire fuori dal turbinio di degrado che la sta investendo. L’unico modo per trovare una soluzione è toccare con mano tutto quello che si vede in città e quindi abbiamo deciso di consumare le suole delle nostre scarpe e fare un vero reportage giorno dopo giorno per monitorare la situazione “monnezza e simili”.
Quello che possiamo notare ad una primissima occhiata è che l’emergenza Covid19 non ha fermato la crescita di piante e erbacce che come liane alla Tarzan si stagliano ovunque. Tutto quello che di botanico c’è in natura è spalmato in ogni angolo o gradino della nostra bistrattata cittadina. Ma non solo…
Il nostro punto O sarà la zona delle Fortezze che vanta un nuovissimo parcheggio dotato di strisce nuove di zecca, muretti costruiti di tutto punto, con la dimenticanza di sacchi e sacchettini di immondizia di imprecisata provenienza come da cornice. Dalla strada è praticamente impossibile capire cosa c’è sotto, rampicanti e erbacce nefaste crescono serene e indisturbate.
A ridosso delle mura cittadine, non si comprende più quale sia la strada da seguire. La via è interrotta da rami e sporcizia che interrompono il cammino. Di certo una mamma con un passeggino o un anziano a piedi, rischia di rompersi l’osso del collo.
Ma non siamo soli alle Fortezze: a metà del cammino, il nostro sguardo si ferma su una carcassa di topo ormai cristallizzato e rimasto in mezzo alla strada, come un trofeo. Dopo il serpente che indisturbato si è appropriato di San Pellegrino, ci rassicura il fatto che siamo tornati “ai sorci di casa nostra”, quelli che nemmeno i gatti hanno voglia di mangiare.
In fondo trovare queste sorprese ci riavvicina alla nostra natura di Tuscia incontaminata a contatto con la bucolica realtà che ci circonda. O che a breve ci sovrasterà.

















