Buzzi: "Non abbiamo ancora capito quanto costerà il non Natale viterbese"
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Continua la bagarre sul Natale 2014. Dopo quello d'esordio dello scorso anno, che fu piuttosto chiacchierato, quest'anno si è deciso pare di mostrare ancora il fianco.

Luigi Buzzi sul Natale viterbese 2014. “Sono riusciti a farci rimpiangere l’assessore Barelli”, questa è la frase d’apertura del consigliere d’opposizione a Palazzo dei Priori. La prima domanda che in tanti viterbesi si sono posti è “che fine ha fatto l’albero di luce di piazza del Comune?”, ed è proprio Buzzi a dare delucidazioni raccontando una versione dei fatti bizzarra. “Questo tipo di alberi – racconta il consigliere di Fratelli d’Italia – sono piuttosto pochi nel centro Italia, ce ne sono in numero limitato. Da quello che ne so quando l’amministrazione comunale si è attivata è stato troppo tardi, non c’erano più. Quindi si è optato per l’albero vero”.

E sempre sull’albero continua così: “A dire la verità il Natale è sempre stato caratterizzato in passato dagli alberi veri, ma oggi esistono queste alternative più funzionali degli alberi di luce. Si tratta di una scelta positiva sotto più aspetti: rispetto dell’ambiente ma anche maggiore impatto visivo”.

Ma per il consigliere a mancare non è soltanto la luce dell’albero della luce di piazza del Comune: “Si poteva fare di meglio su tutta l’illuminazione cittadina”. “La botta” vera arriva sugli eventi di Natale. “Ancora non abbiamo capito quanto alla fine costerà il non Natale viterbese – dichiara -. Se fosse stata investita una somma ben precisa per un cartellone capace di coinvolgere la città nessuno avrebbe detto niente. Qui invece si spendono diverse decine di migliaia d’euro e a oggi non c’è nulla. L’unica cosa curata con modo sono gli eventi organizzati dal volontariato. Per il resto non c’è niente, tutto campato in aria. Per dare una misura su quanto la situazione si surreale posso dire che giorni fa c’è stata la presentazione della mostra ‘Immagini della Vergine’. C’era buona parte della maggioranza schierata in prima fila e il Comune di Viterbo non ha neppure il logo sull’iniziativa. C’è però in compenso quello di Grotte di Castro”.

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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