Buzzi: "E' un massacro, hanno perso tutti"
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Per il consigliere di Fratelli d'Italia la 48 ore di consiglio comunale sulle aliquote di bilancio è stata una mattanza dove hanno perso tutti.

“Qui non c’è un vincitore. Esce sconfitto l’assessore Luisa Ciambella, che si è ritagliata un ruolo nella memoria cittadina come Merkel nostrana aumentando le tasse al massimo. Sconfitta anche la maggioranza che non trova la compattezza sulle idee e i progetti ma sulla paura di andare a casa; perdono i viterbesi che oltre al tartassamento dei tributi subiscono anche l’incapacità di questa amministrazione”. Luigi Buzzi di Fratelli d’Italia è stanco, dopo due giorni senza stop di consiglio comunale sul bilancio.

Ma è stanco soprattutto di un modo di fare e di un clima che si respira a Palazzo dei Priori: “Hanno respinto la possibilità di qualsiasi contributo da parte della minoranza, questa maggioranza vuole andare avanti alla faccia di tutti. Abbiamo assistito in questi giorni a un qualcosa di unico, mai accaduto prima”.

E anche per Buzzi il futuro è all’insegna del motto “niente sconti”.

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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