Buzzi (FdI): "La sindaca Frontini ci deve dare risposte sulla città"
Luigi Buzzi
Gli Stati Generali La Fune
VITERBO - "L’irresponsabilità è tutta in capo alla maggioranza che non ascolta, non discute, non si confronta né nelle sedi istituzionali né con la città".

VITERBO – “La sindaca Frontini, in un post su Facebook, ci informa di aver rilasciato un’intervista la cui sintesi è nell’immagine che accompagna il testo. Nell’immagine è scritto, testualmente, che chi semina odio e rancore non fa male a Chiara Frontini. Fa male a Viterbo.

Ora, al netto della singolare equivalenza tra la figura del sindaco e quella della città che amministra, quello che balza agli occhi è la strana concezione della dialettica democratica dell’attuale maggioranza in Comune. Quando sedevano sui banchi dell’opposizione, li abbiamo visti e sentiti dire corbellerie di ogni tipo senza nessuno scrupolo.

Ora, dai più complicati banchi della maggioranza, li ascoltiamo dire le stesse corbellerie di ogni tipo ma la diversa responsabilità li espone alle figure barbine che hanno ridotto Viterbo, la città che amiamo, nello stato che, solo il social media manager della Sindaca, può pensare di risolvere facendo un richiamo a un astratto senso di responsabilità francamente inaccettabile. La nostra è sempre stata un’opposizione responsabile, fin troppo attenta e rispettosa dei ruoli.

L’irresponsabilità è tutta in capo alla maggioranza che non ascolta, non discute, non si confronta né nelle sedi istituzionali né con la città. Altro che odio e rancore. Qui si parla di problemi non affrontati, di decisioni improbabili, di un pressappochismo difficile da giustificare dopo due anni di governo cittadino. Le domande sono le stesse da mesi e le risposte anche, cioè zero.
A noi interessano le risposte e la sindaca deve farsene una ragione: le responsabilità di governo obbligano alle risposte nell’interesse di Viterbo e dei viterbesi e finché non arriveranno noi saremo qui a far domande”. Così Luigi Maria Buzzi, Coordinatore Circolo FdI Viterbo, in una stampa.

 

 

 

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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