Buzzi (FdI): "Dobbiamo guardare al futuro di Viterbo senza semplificazioni e con coraggio"
buzzi
Masicar800x120-optimize
VITERBO - "Dobbiamo guardare a Viterbo senza semplificazioni e immaginare il futuro". Questo il messaggio che, in questa chiusura d'anno, ha voluto scrivere il capogruppo di Fratelli d'Italia Luigi Buzzi.

VITERBO – “Dobbiamo guardare a Viterbo senza semplificazioni e immaginare il futuro”. Questo il messaggio che, in questa chiusura d’anno, ha voluto scrivere il capogruppo di Fratelli d’Italia Luigi Buzzi.

“Difficilmente dimenticheremo questo 2020 che si avvia alla conclusione. In nemmeno dieci mesi, ci ha messo di fronte a cambiamenti così radicali del nostro modo di vivere e, soprattutto, di vivere le relazione con gli altri, che abbiamo tutti bisogno di ripensare alla nostra vita: i prossimi giorni, le festività natalizie, l’inizio del nuovo anno sono l’occasione giusta per farlo – così nel suo intervento il capogruppo FdI -.

È difficile fare un bilancio di questa esperienza, soprattutto perché quello che stiamo vivendo ancora non ha trovato un orizzonte certo per immaginare fin da ora la sua conclusione e il ritorno a una vita vicina a quella che abbiamo vissuto fino a marzo di quest’anno.

Ma, come amministratori della cosa pubblica, non possiamo sottrarci alla necessità di immaginare, di scegliere e di decidere. Immaginare un futuro per la nostra città, soprattutto in questa lunghissima transizione verso il vaccino a cui abbiamo demandato la risoluzione della pandemia.

Scegliere, soprattutto chi e cosa supportare in questa fase drammatica per molte imprese e ancor più per molte famiglie, sapendo di non avere risorse infinite e che molto di quello che si fa dipende anche dalle scelte nazionali a cui ci si deve necessariamente adeguare.

Decidere, talvolta anche scontentando qualcuno, ma con l’unico obiettivo di dare maggiori certezze e una prospettiva di maggiore serenità ai più in difficoltà. Questi mesi ci hanno fatto riscoprire di essere una comunità. Ci hanno messo davanti alla necessità di assumere provvedimenti con un occhio rivolto all’immediato e con l’altro a traguardare il futuro prossimo.

Viterbo si è scoperta unita nella fase acuta della pandemia e lo ha dimostrato con ampi gesti di solidarietà. Ma Viterbo ora deve mostrare la stessa capacità di essere unita pensando al proprio futuro, superando la miopia degli interessi di parte e di categoria. In questi giorni, mi pare di poter dire che le scelte fatte abbiano dato le risposte che ci aspettavamo. Provvedimenti di ristoro per le categorie più deboli e per i comparti imprenditoriali che stanno
maggiormente soffrendo la crisi dovuta alla diffusione del Covid-19 e a sostegno del tessuto culturale della città; provvedimenti a sostegno indiretto del comparto del commercio, soprattutto di prossimità e del centro storico che dopo molti anni è tornato a riempirsi di viterbesi complice la chiusura dei centri commerciali nel weekend e l’apertura gratuita del parcheggio del Sacrario che registra il tutto esaurito ormai da giorni.

Questo ultimo dato impone una riflessione su come la città sia cresciuta negli ultimi trent’anni e di come ce la immaginiamo da qui in avanti. Su come, quando parliamo di città d’arte e di cultura, dovremmo fare lo sforzo di alzare lo sguardo e osservare Viterbo tenendo conto della sua complessità, delle tante energie positive che possiede
ma anche delle contraddizioni che la frenano e la cui risoluzione non può essere rimandata ancora.

Se questo anno infausto ci ha insegnato qualcosa, è proprio questo: le questioni vanno affrontate senza semplificazioni e con coraggio. Condividendo laddove possibile ma decidendo, con capacità di visione e un’idea forte su cui costruire una città pronta ad accogliere il nuovo”.

 

lafune_800 x 120
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

ance
CAMCOMRIVT-banner-web-300x150
400 Confartigianato
CNA 300x300
lafune_300 x 600
TdP_Inalazioni
aiac_banner_01
Jeep_Compass_apex_300x300_200
asvis 2
Foto Fisioterapy Center
monastero interno
POST FB 01
Masicar300x300-optimize
Fune 300x300
domenicale post
Onda