"Buttate via il gallinaro di piazza del Comune il prima possibile"
Foto Della Rocca Giulio
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Con "il gallinaro" non solo scatta la depressione, ma tutti perdono la nuova tendenza alle buone maniere. C’è chi parcheggia dove non deve, chi butta carta e “monnezza” ovunque e chi è costretto a togliere i tavoli per i turisti e non aggiungerli.

IL CORNER DEL PROFESSORE – La Cultura è un bene supremo. Tutti d’accordo? Arte, storia e turismo debbono darci il tanto agognato e mai raggiunto benessere economico. Sempre tutti d’accordo? Consapevolezza, identità e pianificazione sono il modo, la via e l’obiettivo. Qualcosa da obiettare?

Come giustamente dice Pirro Baglioni, io sono una persona poco acculturata e forse insensibile alla storia. Infatti sono addirittura infastidito da chi parla di mille possibili chiavi di lettura di 3000 anni di storia di Viterbo. Dobbiamo almeno provare a scegliere un’identità. Credo sia controproducente cercare nella storia 15 argomenti da approfondire, abbiamo bisogno di identità non di confusione. Ma, più di altro, sono fermamente contrario a chi, rifugiandosi dietro uno stipendio, fa di fatto del male alla città che tengo stretta al cuore.

Sia chiaro, a volte facciamo sbagli, io molti. A volte siamo in buona fede e tutti vogliamo almeno il beneficio del dubbio. Ma prendere uno stipendio, anche abbondante, ed essere dedito alla cultura deve far venire i sensi di colpa. Pensate di aver fatto bene? Se ne siete convinti ditelo ai disoccupati. Viviamo in una società dove molti giovani non hanno lavoro, futuro o sogni. Questo è micidiale.

Senza un po’ di follia e la passione che accenda il fuoco andremo a finire tutti di fronte al computer e vedere Netflix. In un dopo Santa Rosa, settembre 2024, iniziarono i lavori a piazza del Comune. Lascio agli appassionati di politica locale tutte le discussioni futili.

Negli anni ’80 si era intervenuti su piazza del Comune e trovato resti longobardi. Nello scavare un po’, forse troppo, sono tornati alla luce. Secondo me deve essere imperativo morale porre dei limiti temporali agli interventi della Soprintendenza. A ognuno il proprio mestiere. Parlo di tempi. 15 giorni per un parere tecnico? 30? 60? Di certo non anni.

Fermare un cantiere in posizione cruciale e non offrire soluzione deve essere un “no” “no”. Parliamo di effetti non voluti: dopo mille tentativi ci si stava avvicinando ad avere piazza del Comune libera dai parcheggi. Alcuni spazi venivano occasionalmente vissuti dai cittadini, ricordo il tango in piazza di un Ombre Festival, e le attività commerciali sulla piazza iniziavano a sentire doveri di decoro e abbellimento del suolo pubblico. Con “il gallinaro” non solo scatta la depressione, ma tutti perdono la nuova tendenza alle buone maniere. C’è chi parcheggia dove non deve, chi butta carta e “monnezza” ovunque e chi è costretto a togliere i tavoli per i turisti e non aggiungerli. Sia chiaro, se non si poteva fare altro almeno rendere bello e visitabile il cantiere, cioè valorizzarlo.

Una passerella in legno, qualche QR che racconti l’origine longobarda della città e una palizzata in legno. Ovviamente tutto pulito e
invitante. Non credo sia troppo da chiedere. Certo se fosse stata situazione tipo “cotto e mangiato”, pace. Un mese, due? Nel frattempo è arrivato Natale ed è stata dura. Arriva la primavera ed è peggio. L’imperativo morale di “non impedire” lo sviluppo della città dovrebbe
esser ancora più sentito da chi si occupa di cultura. A che serve una laurea se non a capire che si debbano creare le condizioni per occupazione e orgoglio per tutti? La disoccupazione porta la criminalità e il disagio sociale. La città deve essere turistica. Cioè pulita e invitante.

Deve valorizzare l’esistente e i punti di forza, non affossarli. Le ditte debbono lavorare, non licenziare. Ne abbiamo abbastanza di problemi, perché crearcene da soli? Parliamo di data per l’apertura della torre dell’orologio, infondiamo aspettative e orgoglio, non depressione. Il
Comune, in base al Testo Unico degli Enti Locali (TUEL), è l’ente locale che rappresenta la comunità, ne cura gli interessi e ne promuove lo sviluppo, vigilando quindi sui diritti e bisogni dei cittadini.  Buttate via “il gallinaro” il prima possibile.

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
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“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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