Busto in onore di Papa Francesco, Ivan Cusi immagina anteprima viterbese dell'opera


VITERBO - Il busto realizzato in onore di Papa Francesco dall'artista viterbese Ivan Cusi sarà presentato in anteprima alla città di Viterbo.
VITERBO – Il busto realizzato in onore di Papa Francesco dall’artista viterbese Ivan Cusi sarà presentato in anteprima alla città di Viterbo.
Lo scultore sta aspettando l’evolversi del quadro pandemico che continua a dettare necessarie restrizioni ma prima di trasportare l’opera in Vaticano, per donarla al Santo Padre, intende condividerla con i viterbesi.
“Ho finito il lavoro nel 2021, ricorrenza dei 750 anni dal primo conclave di Viterbo. Per un figlio della città dei papi realizzare un’opera che raffigura un papa in questo particolare anno rende tutto molto più suggestivo. Ho intenzione di regalare una presentazione dell’opera alla città di Viterbo, con il vescovo Lino Fumagalli e il sindaco Giovanni Arena”. Ha raccontato Cusi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
di Roberto Pomi
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Le più avanzate soluzioni tecnologiche oggi ci mettono a disposizione pacemaker e persino cuori artificiali, braccia e gambe meccanici che sopperiscono ad un handicap fisico, chip sottocutanei per pagare con il pos e aprire porte e siamo sulla buona strada per restituire la vista ai non vedenti ...
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
di Roberto Pomi

















