Buon compleanno Coldiretti, una grande assemblea per i 70 anni
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Settanta anni e non sentirli. La Coldiretti di Viterbo spegne le candeline, con un'assemblea provinciale strapartecipata nella splendida cornice del rettorato Unitus.

Settanta anni e non sentirli. La Coldiretti di Viterbo spegne le candeline, con un’assemblea provinciale strapartecipata nella splendida cornice del rettorato Unitus.

“Da sempre al servizio di produttori e consumatori”, per dirla con le parole del presidente Mauro Pacifici. “Siamo tonici, non stanchi e pronti per rimboccarci le maniche e affrontare le sfide di domani”, le parole in pieno stile Coldiretti del direttore Alberto Frau. Più volte i discorsi dei due uomini al vertice dell’associazione di categoria sono stati interrotti dagli applausi.

Orgoglio per le battaglie che hanno permesso a Coldiretti di ottenere importanti risultati per gli imprenditori del settore, come l’abolizione dell’Imu e dell’Irap. E il ribadire di uno filosofia potente e all’avanguardia per questi tempi: “Mettiamo al centro l’uomo”.

Presenti all’appuntamento il segretario generale Vincenzo Gesmundo e il presidente della federazione Lazio David Granieri. Hanno parlato di futuro e tratteggiato il ruolo di Coldiretti al suo interno. L’assessore regionale all’Agricoltura Carlo Hausmann ha parlato dell’importanza della filiera corta e del successo conquistato sul campo dall’iniziativa Campagna Amica.

Commovente il ricordo del fondatore Paolo Bonomi. “Ci ha insegnato a custodire la terrà e di impegnarci a produrre cibi sani. Così come ci ha insegnato a batterci per l’interesse delle imprese che rappresentiamo”, così il presidente Moncalvo.

A fare gli onori di casa il rettore Alessandro Ruggieri. Presenti tante autorità del territorio. Dal prefetto Rita Piermatti al senatore Ugo Sposetti, passando per i consiglieri regionali Enrico Panunzi, Riccardo Valentini e Daniele Sabatini, il deputato Alessandro Mazzoli, il presidente della Camera di Commercio Domenico Merlani e i rappresentanti delle forze dell’ordine.

Presente il sindaco Leonardo Michelini e primi cittadini provenienti da diversi comuni della Tuscia.

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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