Buon compleanno Avis
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Sessanta anni fa nasceva l’AVIS di Viterbo. Un realtà fondamentale per il territorio che è da sempre un punto di riferimento per tutti coloro che hanno avuto bisogno, ma anche per coloro che vedevano in questa istituzione un impegno e una dedizione fuori dal comune.

Sessanta anni fa nasceva l’AVIS di Viterbo. Un realtà fondamentale per il territorio che è da sempre un punto di riferimento per tutti coloro che hanno avuto bisogno, ma anche per coloro che vedevano in questa istituzione un impegno e una dedizione fuori dal comune.

Sono gli uomini e le donne dell’AVIS che compiono sessanta anni di attività festeggiando alla Scuola Marescialli dell’Aeronautica Militare di Viterbo la scorsa domenica 20 Maggio, coloro che sono diventati donatori e donatrici anni fa e che ancora oggi mostrano dovere e affetto verso questo gruppo così importante, nonché delle rappresentanze di diverse sezioni AVIS della provincia e della regione.

Grande partecipazione da parte delle autorità civili e militari di Viterbo alla messa officiata da Don Luigi Fabbri, vicario della diocesi viterbese.

Sessant’anni fa era difficile donare il sangue: poche figure professionali, poca informazione e probabilmente pochi controlli per un’azione che ogni anno diviene sempre più di vitale importanza. Oggi l’AVIS è presente in tutto il territorio nazionale e svolge una capillare opera di sensibilizzazione alla donazione del sangue e di informazione delle campagne per progetti di questo tipo.

Durante la cerimonia, sono state consegnate le benemerenze a personalità e autorità che si sono contraddistinte per il supporto e la vicinanza ad AVIS Viterbo. Poste Italiane ha creato uno speciale annullo filatelico per l’occasione. Alla cerimonia sono stati presenti le Sbandieratrici e i Musici “Città di Viterbo” e la Schola Cantorum de La Quercia.

 

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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