Bullicame, recinzione sfondata ma ingresso al parco chiuso di domenica pomeriggio
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Andare al parco del Bullicame è un qualcosa che regala sofferenza. Quello che dovrebbe essere il luogo simbolo del termalismo viterbese verte in uno stato che definire di "abbandono" non sarebbe cosa consona. Si è andati oltre e ci sarebbe bisogno di un'inversione a U per ridare dignità a questo posto.

Andare al parco del Bullicame è un qualcosa che regala sofferenza. Quello che dovrebbe essere il luogo simbolo del termalismo viterbese verte in uno stato che definire di “abbandono” non sarebbe cosa consona. Si è andati oltre e ci sarebbe bisogno di un’inversione a U per ridare dignità a questo posto.

Fiancheggiando il parco, lato Giardino Botanico, si può “ammirare” la recinzione in ferro letteralmente sfondata in un punto. Circumnavigando il tutto invece, per spingersi all’ingresso principale, si trova chiuso. Anche se è domenica pomeriggio e l’orologio non ha ancora scoccato le 17, orario indicato come quello di chiusura da un approssimativo cartello che si trova appeso sulla cancellata. L’unico modo per entrare è quindi passando dalla recinzione sfondata, stile “bracconieri”.

Se questa è la politica termale che ha in mente l’amministrazione Michelini c’è da sperare solamente che quest’ultimo anno passi in fretta.

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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