Bullicame, la Regione decide un nuovo intervento. Buttati nel nulla 6 litri al secondo di acqua termale dallo scorso 25 novembre
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6 litri di acqua termale al secondo finiscono nel nulla dal pomeriggio del 25 novembre scorso. Ora la Regione Lazio ha in mente un altro intervento per ridare vita al Bullicame.

Bullicame, si tenta una nuova soluzione. Non c’è pace per il tempio del termalismo viterbese. Dallo scorso 25 novembre “la callara” è di fatto in agonia. La Regione ha deciso di chiudere la saracinesca del pozzo San Valentino e di costruire un invaso nel quale convogliare tutta l’acqua che fuoriesce dalla falla apertasi nel pozzo. A darne notizia l’ex presidente dell’associazione ‘Il Bullicame’ Giovanni Faperdue.

Fino a oggi circa 6 litri di acqua termale al secondo finiscono nel fosso Madonna degli Occhi Bianchi. Uno spreco incredibile. Con i nuovi lavori in programma si vuole alimentare le Terme Salus e le vasche del Bullicame. Ultimati i lavori la callara tornerà a livelli accettabili e la speranza è che riesca a raggiungere il livello di sfioro.

Il disastro del Bullicame, si verificò nel pomeriggio del 25 novembre. Durante dei lavori di ripulitura del pozzo San Valentino venne aperta una falla, che ha determinato in sostanza il prosciugamento del Bullicame.

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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