Bullicame, cristalli acquistati mai sostituiti

VITERBO - Sette mesi fa l’atto vandalico della distruzione dei cristalli intorno alla sorgente. Ancora tutto fermo. Il motivo? Non è stata affidata l'installazione.
VITERBO – Sette mesi fa, nel giugno 2018, il grave atto vandalico del danneggiamento dei cristalli posti a protezione della sorgente del Bullicame.
Ad oggi non sono ancora stati cambiati. Cristalli acquistati sì, ma non ancora sostituiti.
A quanto pare, nella gara d’affidamento era previsto solo l’acquisto del materiale, ovvero i nuovi cristalli per sostituire quelli danneggiati. E non l’installazione. La ditta che li ha realizzati, non essendo previsto, ha esaurito il suo compito consegnandoli.
Una dimenticanza che ha bloccato tutto.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
di Roberto Pomi
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
di Roberto Pomi


















