
VITERBO – A Palazzo dei Priori hanno preparato il bando per l’affidamento dei lavori al pozzo Sant’Albino. La montagna sembra essere dunque pronta a partorire il topolino.
Dal 25 settembre 2014 infatti una complicata situazione di pozzi ha dettato la fine del Bullicame, simbolo del termalismo viterbese. Dopo anni ancora la situazione non è risolta, anzi peggiorata.
All’origine del tutto i lavori di Terme Salus presso il pozzo San Valentino, che hanno determinato dei cambiamenti nel sistema delle acque locali e quindi un venire meno dell’acqua al Bullicame. Tanto che per risolvere occorre tombare il San Valentino e sistemare le cose aprendo il Sant’Albino. Questo fornirà acqua alle stesse Salus. A tombare il San Valentino penserà la Gestervit, che ha determinato il problema. Ad aprire l’altro pozzo invece sarà il vincitore della gara d’appalto.
Sui ritardi è intervenuto anche il prefetto Giovanni Bruno, che nei giorni scorsi ha inviato una lettera di sollecito al sindaco Arena e all’assessore al Termalismo Claudia Nunzi.


















