
VITERBO – Tic, tac, tic, tac. Ci sarebbe un timer sotto la poltrona del neo assessore Francesca Bufalini. I bene informati lo sanno, gli altri no. La scelta dell’assessore tecnico, di stretta fiducia del primo cittadino, è il mezzo con cui sbloccare la crisi ma non il fine. O meglio, non è la fine della crisi.
La crisi di Palazzo dei Priori, a dispetto di quanto strombazzato, non è chiusa. Non è finita, per farla breve, ma piuttosto è più banalmente congelata. Congelata per permettere la sopravvivenza dell’amministrazione Arena, per evitare ingarbugliamenti (leggi possibili cambi della maggioranza), e attraversare la cruna d’ago dell’approvazione di bilancio.
Bufalini starà lì, ad attendere che il tempo politico scorra e sicuramente cercando di portare a casa qualche risultato per la città con le deleghe che ha in pancia. A calare il sipario sulla sua avventura saranno le elezioni europee. Il giorno dopo il 26 maggio una nuova resa dei conti. Questa volta grossa grossa. Tutti ora ne sono consapevoli, tutti in realtà la bramano. Perché tutti pensano di uscire dal voto di fine maggio con il bottino di voti più grosso. Ma quando la realtà racconterà che non tutti sono usciti vincitori allora i perdenti metteranno in campo i distinguo. Non vorranno cedere sui mutati rapporti di forza e rivendicheranno le proporzioni delle origini, quelle del giugno 2018.
E’ la politica bellezza. Sangue, merda e arroganza. Intanto godiamoci questa “tamponatura” di crisi.

















