Bruzziches: "Quando Frontini parla in consiglio comunale mi alzo ed esco". Ma perché non si dimette allora?
consiglio comunale Viterbo
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VITERBO - Perdonateci, e ci perdoni il consigliere stesso, ma non riusciamo a capire la natura della sua battaglia. E' una battaglia legittima per un reato subito, le presunte minacce, o una questione politica?

VITERBO – “Quando Chiara Frontini parla in consiglio comunale, mi alzo ed esco. Per me non è più una sindaca credibile. Ogni volta che la sento parlare mi infastidisce”. Queste le parole che il consigliere d’opposizione Marco Bruzziches ha rilasciato in una recente intervista al giornale locale Tusciaweb. 

Frasi che ci hanno lasciato diverse perplessità. Ci è venuto naturale chiederci, siamo convinti non soltanto a noi, ma allora perché non si dimette? La vicenda Bruzziches vorrebbe monopolizzare l’agenda setting provinciale ma una simile pretesa in un territorio che ha mille problemi da affrontare francamente ci sembra fuori luogo. 

Perdonateci, e ci perdoni il consigliere stesso, ma non riusciamo a capire la natura della sua battaglia. E’ una battaglia legittima per un reato subito, le presunte minacce, o una questione politica? Qual è il fine di Bruzziches? Punta ad affidarsi alla magistratura perché ritiene che abbia subito dei fatti gravi o punta a un utilizzo della magistratura per fare cadere l’amministrazione Frontini da cui è uscito? 

Perché se il suo obiettivo è la giustizia, nobile obiettivo a cui tutti dovremmo mirare, allora dovrebbe attendere che un giudice decida. Se il suo obiettivo è l’abbattimento della sindaca allora fa bene a rilasciare un’intervista ogni cinque-sei giorni dove cerca di fare apparire gli altri consiglieri di maggioranza come complici non si sa di quale meccanismo malavitoso.

“Spero – dice Bruzziches – che altri consiglieri di maggioranza trovino il coraggio di dire la verità”. Quindi ci sono consiglieri che stanno nascondendo una verità? Quale sarebbe questa verità? Sono forse tutti complici di un sistema malavitoso? Eppure, a giudicare dalle dichiarazioni che i colleghi di Bruzziches hanno anche loro rilasciato in questi mesi, non sembrano essere d’accordo. 

Magari sarà tutto confermato dalle registrazioni o da altre prove che i pm avranno raccolto e allora capiremo che Bruzziches aveva ragione, ma visto da oggi il tutto appare piuttosto confuso. Soprattutto non comprendiamo la continua azione di Bruzziches, attraverso una serie di interventi stampa, di spingere la sindaca alle dimissioni o i consiglieri a venire allo scoperto. Abbiamo, ma anche questo sarà un problema nostro, la sensazione angosciosa di assistere a una sorta di teorema. 

Per quanto ci riguarda dobbiamo rimanere sui fatti e il fatto nuovo di cui prendiamo atto è che a Palazzo dei Priori c’è un consigliere che quando la sindaca parla esce perché lui non la ritiene più credibile. Siamo di fronte a una sorta di consigliere-giudice che si sottrae a quello che dovrebbe essere un suo dovere (sedere in sala d’Ercole) perché la presenza del sindaco (che poi è il vertice di tutto) lo infastidisce. 

Siamo sicuri, ci domandiamo (ricordando che potremmo essere noi a non comprendere certe logiche), che Bruzziches sia nelle condizioni d’animo per continuare a fare il consigliere? Come può esercitare bene la sua funzione se esce dall’aula quando parla il sindaco? 

Soprattutto ci domandiamo come si concili lo stato di paura delle minacce con queste continue dichiarazioni. Se uno vive uno stato di paura cerca solo la tranquillità e il silenzio e non la visibilità continua e l’eterno ritorno sulla vicenda che gli ha generato problemi esistenziali. Però ognuno è fatto a modo suo ed è giustamente libero di fare quello che meglio crede. Questo non toglie a un giornale di essere libero di porre domande su certi atteggiamenti che arrivano da un personaggio pubblico come un consigliere, che scopriamo essere anche “corpo politico”. 

Può un “corpo politico” sottrarsi alla politica uscendo dalla sala di consiglio? Ci viene in mente l’Aventino, ci viene in mente Matteotti. Beh lui effettivamente era un “corpo politico” … Ci rendiamo conto di andare oltre alla vicenda viterbese e che certi collegamenti sono pura fantasia. A noi pare tanto che le parole di una sorta di bullo, perché Cavini con quel frasario ci sembra più un bullo che un mafioso (ribadiamo potremmo avere capacità di comprensione limitate della realtà e di questo perdonateci), che potevano essere liquidate come lo “straparlare” di qualcuno, siano interpretate come le parole di un novello Gambino. Il che, perdonateci ancora, ci convince poco. 

Anche perché se Cavini fosse un mafioso perché non accordarsi con gli inquirenti e fargli commettere un reato vero, un reato serio per poi arrestarlo? Sarebbe stato tutto più chiaro, più lineare, più comprensibile. Perdonateci noi non capiamo. E oggi non capiamo neanche come un consigliere che quando parla la sindaca prende ed esce dall’aula possa continuare a rappresentarci in consiglio. Meglio lasciare il posto a qualcuno che potrebbe arrivare con maggiore serenità a ricoprire il ruolo. Magari anche puntando, in caso di condanna di Cavini (ed eventualmente della sindaca rimasta in silenzio, dicono quelli che conoscono le registrazioni) a chiedere un risarcimento. 

Intanto quello che ci interessa è la città e questo continuo storytelling non serve a nessuno, neanche a Bruzziches stesso (almeno così ci dice la nostra testa). Sono infatti tanti i temi e i problemi che i consiglieri devono affrontare. Non so se qualcuno si è accorto, tra un’intervista e l’altra, che siamo una città dove gli anziani muoiono da soli in casa e in alcuni casi vengono ritrovati mummificati dopo mesi. Siamo anche la provincia con un numero altissimo di ragazzi che non studiano e non lavorano. Siamo, insomma, pieni di problemi. Ci sono tante cose serie sul tavolo della città. E tutto accade in un contesto generale critico, con guerre, bambini uccisi o fatti morire di fame, inchieste su uomini politici del nostro Paese accusati di reati gravi. Nessuno sembra avere subito “minacce a corpo politico” questo è vero, forse vogliamo evidenziarci per originalità anche dei reati (meglio: dei presunti reati). 

 

 

 

Marco Bruzziches, consigliere comunale. È stato lui, con la sua denuncia, a far partire l’indagine della magistratura che ha portato i pm Massimiliano Siddi e Chiara Capezzuto a chiedere il giudizio immediato per la sindaca Chiara Frontini e il marito Fabio Cavini con l’accusa di minaccia a corpo politico, articolo 338 del codice penale.

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