Brindisi al nuovo anno per il Pd, o almeno per una parte
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Mezzo Pd si riunisce alla sede provinciale per gli auguri di buon anno, manca tutta l'ala fioroniana, ma Egidi cerca di non spargere benzina sul fuoco e invita al dialogo

La spaccatura in comune all’interno del Partito Democratico, pesa anche sulle feste di Natale e come quelle famiglie che si riuniscono separatamente a causa di un qualche litigio che non si è mai risanato, anche nel Pd l’atmosfera sembra essere la stessa. Se da una parte, qualche giorno fa, i fioroniani si sono riuniti a San Martino, accompagnati dai Moderati e Riformisti, per augurarsi buon Natale e dare qualche spallata ai “comunisti”, ieri è stata la volta dell’altra parte del Pd, che si è vista in via Polidori per un laico “buon anno”.

La spaccatura si fa sentire e al brindisi nella sede provinciale manca tutta l’area devota a Fioroni, sindaco compreso. Ci sono, invece, alcuni dei consiglieri “comunisti” e le due assessore pronte alle dimissioni. Ci sono due sindaci della provincia, il deputato Alessandro Mazzoli e il Presidente della Provincia Mauro Mazzola. Tutti fanno quadrato attorno al padrone di casa, Andrea Egidi, pesantemente al centro del mirino di Fioroni durante il suo brindisi natalizio.

Un brindisi più sobrio quello del Pd provinciale, che sembra non avere voglia di scendere agli attacchi personali, come invece è accaduto a San Martino. Egidi, però, non nasconde certo il problema e parla apertamente di una spaccatura che dovrà essere ricomposta durante il 2016. L’anno che viene, infatti, è importante non solo per Viterbo, ma anche per 21 comuni della provincia che fra maggio e giugno andranno al voto. 

Il segretario provinciale è consapevole dei rischi e cerca di non spargere benzina sul fuoco, “anche per evitare – dice – che all’esterno arrivino messaggi sbagliati, che possono favorire quelli che soffiano sul fuoco, il Movimento Cinque stelle, che non va assolutamente sottovalutato, e Salvini, che ha due settimane fa ha aperto una sede pure a Montefiascone”.

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

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