Brignano fa un selfie con i viterbesi e lo lancia su Twitter
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Un selfie doppio, ecco cosa resta della serata di Enrico Brignano a Prato Giardino con i viterbesi. Un selfie che ha aperto le danze a un flusso di risate.

Enrico Brignano “taglia” il pubblico viterbese, tantissimi gli accorsi allo spettacolo di ieri sera a Prato Giardino, in una “biselfata”, per poi farlo “tagliare” di risate. Non male l’appuntamento della città dei papi con ‘Evolushow’. Sul profilo twitter dell’attore campeggia proprio la “cinguettata” etrusca (che vi riproponiamo nella foto).

Brignano ha portato in scena le assurdità di questi tempi moderni, in un dialogo ideale con Charles Darwin, padre della teoria evoluzionista. Cosa c’è di evoluto in quello che facciamo? Se lo è domandato in più passaggi del suo racconto su “noi”, dove per “noi” si intende l’umanità. Particolarmente intenso l’appello rivolto ai ragazzi, ai giovani. Parole di coraggio, parole di unione per dire basta con le ruberie e le rapine che ogni giorno “bande” di uomini compiono alle spalle degli altri. E mentre l’attore parla scorrono su un mega-maxi-schermo le immagini di Pertini, Falcone e Borsellino, etc. Persone grandi davvero, insomma.

Un “bravo” è stato urlato dal pubblico quando l’attore romano ha parlato della scuola italiana e dell’assurdo comportamento che oggi tendono ad assumere i genitori rispetto agli insegnanti: “Non sono più gli insegnanti a valutare i nostri figli, ma i genitori e i figli che pretendono di valutare i professori”.

Tante le riflessioni sulla tecnologia e su come sta cambiando i rapporti tra le persone e il modo di vivere di ognuno. “C’è gente a cui servirebbe una doppia vita. Una per fare foto e filmati e l’altra per rivederli”, una delle battute. D’impatto i supporti visivi, per una serata che in molti ricorderanno con piacere.

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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