Botte tra impiegati del Comune di Viterbo, l'imbarazzante silenzio sulla vicenda
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Due dipendenti del Comune di Viterbo arrivano alle mani e finiscono al Pronto Soccorso. Scene di ordinaria follia, verrebbe da dire. Il fatto di cronaca, registrato nella mattina di giovedì, tiene banco in città.

Due dipendenti del Comune di Viterbo arrivano alle mani e finiscono al Pronto Soccorso. Scene di ordinaria follia, verrebbe da dire. Il fatto di cronaca, registrato nella mattina di giovedì, tiene banco in città.

Prima le parole grosse, poi le botte, la caduta a terra e la testa battuta. I colleghi intervenuti per mettere fine alla lite. Poi il Pronto Soccorso, gli esami di accertamento e cinque giorni di prognosi. Scene da osterie dei tempi andati.

Un fatto grave, che mette in evidenza il livello a cui è arrivata la situazione dentro gli uffici comunali. Una vicenda che getta discredito sul Comune di Viterbo. Assurdo che due stipendiate pubbliche possano permettersi un comportamento del genere. Incredibile che in una situazione generale così complicata, con alti livelli di disoccupazione e con gente costretta a lavorare per poche centinaia di euro al mese, possa esserci chi – garantito sotto molti punti di vista – ripaghi così.

Sulla vicenda il silenzio assordante di tutti. L’augurio che il prossimo sindaco di Viterbo riesca a risolvere i tanti problemi che si sono annodati negli anni all’interno del personale del Comune di Viterbo. E ci auguriamo che nei confronti delle due persone in questione siano presi seri ed esemplari provvedimenti. Per il rispetto dei cittadini e della città.

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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