''Bottaroli'' di Piascarano pronti per il palio
Palio delle botti
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Il cuore di Viterbo batte oggi a Pianoscarano. Va infatti in scena il tradizionale 'Palio delle botti'. Un momento di grande richiamo, arricchito quest'anno da alcune preziose novità.

VITERBO – L’epicentro di Viterbo si sposta oggi a Pianoscarano per la 37esima edizione del ‘Palio delle botti’.

Un pezzo del cuore viterbese, che ogni anno richiama tantissimi curiosi e appassionati. Si tratta dell’appuntamento centrale della ‘Festa dell’uva’, organizzato dal Comitato Festeggiamenti di Pianoscarano. I festeggiamenti si sono aperti di fatto giovedì e per tutto il fine settimana in molti hanno partecipato alle cene in piazza.

Momenti di incontro e scambio conviviale ma anche di partecipazione ad azioni solidali gestite dal Comitato durante l’arco di tutto l’anno.

L’appuntamento con il palio è alle 17 nella piazza di Pianoscarano.

 

Il programma della giornata

La giornata apre alle 10 con la Fiera Terra Contadina, mentre dalle 10 alle 12 avrà luogo presso il campo Pianoscarano il VI Memorial Mecarini Giorgio, torneo di calcio della categoria pulcini.
Dalle 16 alle 20 sarà invece possibile gustare le famose pizze fritte al Lavatoro di Pianoscarano.

Alle 16:30 spettacolo folcloristico del gruppo sbandieratrici del Centro Storico con sfilata del Corteo storico Medievale ‘La Contesa’.
Alle 17 in Piazza Fontan del Piano l’attesissimo 37° Palio delle Botti V Memorial Oliviero Bruni, cui seguirà il 4° Palio della Botte a Spalla Memorial Alberto Ciorba.

 

La novità “speciale”

Quest’anno per la prima volta arriva “la botte speciale”. Un palio che si svolgerà sempre sulla salita di Pianoscarano, intorno alle 16,30, e che vedrà protagonisti i ragazzi “speciali” di alcune associazioni del territorio.

Una novità importante che è figlia della partecipazione all’organizzazione della festa anche della consulta del volontariato. Ad aiutare la realizzazione del “palio speciale” anche il Sodalizio dei Facchini di Santa Rosa.

Saranno presenti durante tutta la giornata stand dei ragazzi Be Different di Juppiter, Amici di Galiana ed Eta Beta.

 

La storia e le caratteristiche del palio

37 anni fa, su forte spinta del commendatore Alberto Ciorba e di altri uomini e donne di Pianoscarano, venne recuperata l’antica tradizione del ‘Palio delle botti’. Di cui si hanno notizie già nel XIII secolo. A sfidarsi sono 12 “bottaroli”. Si tratta di far spingere una botte di 500 litri ( vuota ) su un percorso di trecento metri tutto in salita.

Questa competizione continua ad esercitare sul pubblico un forte richiamo, evidentemente la viticoltura che ha poggiato per secoli sulle classiche botti di legno il prezioso contenuto, continua ancora oggi a invogliare i partecipanti nel farla rotolare sui selciati delle suggestive vie del borgo.

Tutto però ebbe inizio secoli e secoli fa. In tempi di  vendemmia la fontana diventava un centro amministrativo. Poiché per  la vendemmia e la”svinatura” era necessario lavare le botti e i bigonci, era presa d’assalto e tutt’intorno c’era una corona di botti che venivano sciacquate, riempite e lavate e lasciate lì a “stanare”.

Per accaparrarsi il posto più vicino alla fontana scoppiavano liti e zuffe, pertanto il Comune per stabilire l’ordine e la precedenza adottò l’attuale ‘Palio delle botti’. Questo palio stabiliva un ordine di precedenze, il primo posto era assegnato a colui che nel minor tempo faceva rotolare in salita la propria botte dalla piaggia alla fontana, e il turno era fissato secondo i tempi impiegati.

 

La lettura dell’editto

A leggere lo storico editto sarà quest’anno l’assessore Giacomo Barelli, un onore spettato nelle passate edizioni al sindaco Leonardo Michelini e al presidente del Sodalizio Massimo Mecarini.

 

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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