Talete, Non ce la beviamo: “Bossola si dimetta”
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VITERBO - Il coordinamento comitati acqua pubblica Non ce la beviamo chiede le dimissioni del presidente di Talete dopo la bufera giudiziaria che lo ha coinvolto.

VITERBO  – Il coordinamento comitati acqua pubblica Non ce la beviamo chiede le dimissioni del presidente di Talete dopo la bufera giudiziaria che lo ha coinvolto.

“La richiesta di rinvio a giudizio per ben quindici dirigenti dell’Acea chiarisce in modo inequivocabile la natura delle società di diritto privato che gestiscono i beni comuni: il profitto e i dividendi  prima di tutto, anche a costo di provocare disastri ambientali – così dal coordinamento dei comitati -.
 
Gli eccessivi prelievi idrici, in violazione di quanto previsto dalla concessione rilasciata ad Acea, non hanno garantito  il mantenimento delle escursioni naturali del livello del lago di Bracciano, causando l’alterazione irreversibile dell’ecosistema e la scomparsa di alcune comunità faunistiche.
 
In una visione globale, è proprio la politica capitalistica fondata sulle privatizzazioni e sulla mercificazione dei beni comuniche ha portato alla distruzione degli ecosistemi.
 
Nel nostro territorio, Acea rappresenta il modello a cui manager e gran parte dei sindaci vogliono condurci, regalando il patrimonio delle reti e delle fonti naturali agli speculatori delle borse.
 
Non è da meno l’arrogante gestione condotta in tempi di drammatica crisi economica.
 
Acea, non a caso, è la società in cui il presidente Bossola si è formato, portando con sé criteri di amministrazione di cui da sempre siamo spettatori e vittime:  aumenti, conguagli e distacchi di contatori (oltre che destare dubbi sull’eventuale traghettamento di Talete in Acea).
 
Neanche in tempi difficili come quelli che stiamo vivendo si sono prese in considerazione le misure di riduzione delle bollette suggerite dai comitati dei cittadini. La popolazione non può tollerare oltre.
 
Data la gravità delle ipotesi di reato (disastro ambientale) e la discutibile gestione amministrativa della società Talete Spa, i comitati dell’acqua pubblica della Tuscia chiedono le dimissioni di Bossola dalla presidenza insieme all’intero consiglio di amministrazione della società.
 
Il coordinamento dei comitati per l’acqua pubblica della Tuscia “Non ce la beviamo” chiede inoltre al presidente della provincia, in qualità di governatore delle Acque del Viterbese, al sindaco di Viterbo, quale maggior azionista della società, e a tutti gli altri sindaci dei comuni  della Tuscia, un intervento urgente volto alla immediata riduzione delle bollette dell’acqua e l’invio di una richiesta formale alla Regione Lazio di attuazione della legge 5/2014, che consentirebbe l’accesso ai finanziamenti pubblici e il ritorno ai Comuni  della scelta di gestione del servizio idrico”.                                                                      

 

 

800 Monastero
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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