Bonucci: “Attraverso le difficoltà si arriva alle stelle”. Pieno d'emozioni a Senza Caffeina
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Il campione a Senza Caffeina regala emozioni e si emoziona. Protagonisti i ragazzi di Agop, buono il debutto di Giulio Marini nell'insolita veste di intervistatore. Così il festival di Paolo Manganiello, Chiara Palumbo e Sara Pizzi incassa un esordio felicissimo, in diverse centinaia nel cortile dell'Abate per godersi la serata.

Le emozioni, queste le vere protagoniste della giornata di apertura di Senza Caffeina. Al centro il campione viterbese della Juventus Leonardo Bonucci e i ragazzi dell’associazione Agop (Associazione Genitori Oncologia Pediatrica).

Un rapporto speciale il loro, nato la vigilia di Natale del 2012 quando il calciatore si è recato in ospedale per passare qualche ora con chi è stato costretto a trascorrere le feste in reparto. Da lì è iniziato un percorso, che Bonucci sta condividendo, che ha come obiettivo la realizzazione di quella che è stata chiamata “La casa a colori”. Ma il campione juventino gioca anche un’altra partita molto importante, quella di dare forza e speranza ai ragazzi. Con alcuni di loro si sente anche al telefono, per spingerli a lottare per vincere il male. Lottare come ha fatto lui, giovanissimo a Milano, per costruirsi un futuro da grande nel gioco più bello del mondo. Anni che lo hanno segnato quelli degli inizi e che ha voluto portare sempre con sé in un tatuaggio: “per aspera ad astra”. Traduzione dal latino: “attraverso le difficoltà le stelle”.

Bonucci a Viterbo per rivedere i suoi amici di Agop e per regalare una serata indimenticabile alle centinaia di persone accorse prima al campo del Pilastro e poi al cortile dell’Abate. E’ tornato appositamente da Formentera, dove sta passando le vacanze. Una scelta non scontata e per questo forte, d’esempio. E il campione si è emozionato. Diversi i momenti della giornata in cui gli si è spezzata la parola e gli sono diventati lucidi gli occhi. Prima l’ingresso in campo, il suo primo stadio, poi il calcio d’inizio con tutti i ragazzi intorno a lui in cerchio. “E’ sempre un’emozione tornare in questo luogo – ha raccontato -. Ricordo ancora quando uscivo da qui sporco e sudato, a volte anche con qualche ginocchio ferito o un dito rotto. Vedere i bambini attaccati alla rete urlare il mio nome è qualcosa di grande”.

Poi un momento di intimità: la cena a porte chiuse nel cortile dell’Abate con i giovani e le famiglie di Agop. Cena offerta interamente all’enopizzeria Max di Valleranno.

Poi la serata con la consegna di una targa, l’abbraccio con la presidente Agop e amica Benilde Mauri e l’intervista sorprendente con Giulio Marini. Bonucci si è raccontato, con semplicità. Con stile. Lo stile di un campione dentro e fuori dal campo di gioco, capace di regalare speranza e ottimismo. Testimonial dei risultati che si ottengono con il sacrificio, l’impegno, la lotta. Perché attraverso le difficoltà si arriva alle stelle. La partita più importante ieri? “Regalare un sorriso a questi ragazzi”, ha dichiarato il campione. Partita vinta.

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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