Bonaventura Tecchi, l'uomo che iniziò "lo storytelling" di Civita di Bagnoregio
Bonaventura Tecchi
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BAGNOREGIO - Fu lui a giocare un ruolo fondamentale nel mantenere alta l'attenzione sul borgo e sull'importanza di realizzare l'attuale ponte (inaugurato il 12 settembre del 1965) per scongiurare l'isolamento e lo spopolamento. 

BAGNOREGIO – Impossibile trovare definizione più potente di “città che muore” per Civita di Bagnoregio. L’espressione appartiene a Bonaventura Tecchi. Se si vuole comprendere fino in fondo, dentro le midolla dei calanchi, il senso e l’anima di Civita è necessario leggere Tecchi. Meglio, è necessario leggere quello che Tecchi scrisse di Civita: tanto nei libri come Antica Terra, quanto negli articoli per il Corriere della Sera.

Martedì 6 maggio a Bagnoregio, presso l’Aula Magna dell’Itas Fratelli Agosti, c’è un’occasione per entrare in contatto con Tecchi grazie alle terza edizione della ‘Tecchiana’. Si tratta di una giornata di studi sullo scrittore che in questa edizione ha come titolo ‘Creature dell’Antica Terra nelle opere di Bonaventura Tecchi’. Un tema scelto perché ricorrono gli 800 anni del Cantico delle Creature di San Francesco, altro grande spirito legato alla Teverina.

Su Tecchi bisogna avere a mente che, in qualche modo, fu lui a iniziare quello che oggi chiamiamo “storytelling” su Civita. Parole preziose che rimangono e che hanno contribuito a plasmare un senso di identità e appartenenza nella comunità locale. Fu lui a giocare un ruolo fondamentale nel mantenere alta l’attenzione sul borgo e sull’importanza di realizzare l’attuale ponte (inaugurato il 12 settembre del 1965) per scongiurare l’isolamento e lo spopolamento.

La ‘Tecchiana 2025’ inizierà alle ore 10 con i saluti istituzionali del dirigente scolastico Paola Adami, del sindaco di Bagnoregio Luca Profili e del presidente nazionale ‘I Parchi Letterari’ Stanislao De Marsanich. A chiudere la giornata nel pomeriggio (dalle 15.30 alle 17.30) gli interventi di Salvatore Enrico Anselmi (Creature dell’Antica Terra nelle opere di Bonaventura Tecchi) e Luciana Vergaro (Nel silenzio. Ascendenze leopardiane in Antica Terra di Bonaventura Tecchi).

 

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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