
Dopo lo scoppio delle ultime polemiche in città sul fronte cultura siamo andati a sentire cosa pensa di quanto sta accadendo uno che di politica ne ha masticata: l’ex senatore del centrodestra Michele Bonatesta. Per lui gli imbarazzi sulla questione cultura non trovano soluzione perché il sindaco Leonardo Michelini sarebbe prigioniero di una guerra tra bande all’interno della sua maggioranza. Proprio come lo fu Giulio Marini. Ma anche su Filippo Rossi e la sua ultima intervista a Tusciaweb ha qualcosa da dire …
Cultura viterbese, ha letto le polemiche sul Carnevale?
“Che cosa c’entra il Carnevale con la cultura”.
Cosa succede in questo assessorato? Perché tutte queste polemiche?
“Probabilmente sta succedendo quello che si aspettavano tutti quelli che hanno guardato con diffidenza all’arrivo di Giacomo Barelli alla cultura. Lui, Filippo Rossi, ideatori 0 sostenitori di Caffeina. Se la cultura è quella che stanno proponendo è evidente che l’unica cultura che rimane vera altro non sta che in Caffeina. Probabilmente sta accadendo che si tende a non fare nulla per far vedere che Caffeina è l’unica cultura che merita di essere sostenuta”.
Filippo Rossi dice che ce l’hanno tutti con lui.
“Non è vero, questa è una grossa bugia. E’ lui che ce l’ha con i viterbesi che non lo meritano. E’ lui che ce l’ha con noi, perché non se ne torna a Roma, visto che i viterbesi non lo meritano e ce l’hanno con lui”.
Lei ha la sensazione che si voglia fare il deserto culturale in città per far emergere Caffeina. Se lei volesse fare il deserto come agirebbe?
“Come è stato fatto fino a oggi. Io se fossi sindaco avrei trovato qualcuno capace di consigliermi su questo settore. L’avrei cercato all’Università, alla Fondazione Carivit, in quelle istituzioni che già si occupano di cultura. E’ pericoloso sedersi sulla poltrona e pensare di capire tutto. A fare il sindaco deve andarci chi non capisce niente e affidarsi a chi ci capisce”.
Perché Michelini non mette mano a questa situazione che sta creando continui imbarazzi?
“Perché è prigioniero. Michelini era l’uomo di Fioroni, ora è vero che Fioroni sta con Renzi ma non conta più niente. Nessuno ha messo in evidenza che per Renzi è andato a votare anche il centrodestra e adesso sulle regionali il calo di voti va spiegato così. Fioroni è passato con Renzi ma non gli hanno steso tappeti rossi. Oggi Michelini è prigioniero delle bande così come lo è stato Marini”.


















