"Bomba ecologica" (altro che isola) a Pian del Cerro
Pian del Cerro 01
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A Pian del Cerro l'isola ecologica sembra più che altro una "bomba" ecologica. Un lungo serpentone di rifiuti accompagna l'automobilista che si trova da queste parti.

L’isola ecologica di Pian del Cerro ha qualcosa che non va. E’ diventata un lungo serpentone di rifiuti, i più svariati. La gente del posto è inferocita e non ha più parola per esprimere lo sdegno. Ci troviamo in una zona della città che diventa campagna. C’è quiete e la bellezza del paesaggio della Tuscia intorno. Poi ci sono i sacchetti dei rifiuti e il chiaro segnale di un servizio di smaltimento che a Viterbo sembra avere seri problemi di salute.

 

Intanto la raccolta dell’organico non inizierà prima di ottobre e questo significa minore raccolta differenziata e più costi per i conferimenti in discarica. Costi che naturalmente saranno sostenuti dalle tasche dei cittadini.

 

Sul fronte rifiuti Viterbo deve ancora camminare parecchio. Sembra essere infatti ancora lontano il momento della firma, se mai ci sarà, del protocollo ‘Rifiuti Zero’ da parte dell’amministrazione comunale. Un protocollo che collocherebbe la città dei papi all’avanguardia nella gestione dell’immondizia.

 

Al momento, i buchi nel sistema sembrano essere molti. L’isola ecologica di Pian del Cerro è forse uno dei più significativi.

 

 

 

 

 

 

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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