Bomba d'acqua su Orte Scalo, allagate strade e giardini. Treni in ritardo

Nubifragio intenso localizzato su Orte Scalo nel tardo pomeriggio. I tombini non hanno retto la grande mole di acqua. Alla stazione sottopassi allagati. Problemi e disagi sulla linea ferroviaria. Passeggeri dirottati su Orvieto, treni fermi sulla linea lenta a Fara Sabina e Sette Bagni.
Nubifragio intenso localizzato su Orte Scalo nel tardo pomeriggio. I tombini non hanno retto la grande mole di acqua. Alla stazione sottopassi allagati. Problemi e disagi sulla linea ferroviaria. Passeggeri dirottati su Orvieto, treni fermi sulla linea lenta a Fara Sabina e Sette Bagni.
Tra Orte Scalo e Orte è franato un pezzo di strada, che ha reso necessaria l’interruzione del traffico. Orte Scalo chiusa verso Gallese, verso Orte e verso Bagnolo per il fango. Praticamente isolata. Uno dei più più colpiti è stata proprio la stazione. Allagati garage e giardini.

Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Le più avanzate soluzioni tecnologiche oggi ci mettono a disposizione pacemaker e persino cuori artificiali, braccia e gambe meccanici che sopperiscono ad un handicap fisico, chip sottocutanei per pagare con il pos e aprire porte e siamo sulla buona strada per restituire la vista ai non vedenti ...
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
di Roberto Pomi
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
di Roberto Pomi
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

















