Bomarzo piegato dal maltempo. Il sindaco intende chiedere lo stato di calamità naturale
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Pesanti danni nel paese di Bomarzo, causati dalla tromba d'aria di mercoledì scorso. Particolarmente grave la situazione nella frazione di Mugnano, dove il vento ha danneggiato tetti e infrastrutture. Danni a tante auto.

Bomarzo conta i danni dell’ultima ondata di maltempo. Nella giornata di mercoledì una violenta tromba d’aria si è abbattuta sul paese della Tuscia, causando seri danni al patrimonio del comune e di diversi privati. Particolarmente colpita la piccola e splendida frazione di Mugnano.

Per tutta la giornata di ieri i vigili del fuoco sono stati al lavoro per intervenire sui casi più urgenti. Tanti i danni alle macchina, causati dalla caduta di grossi alberi. Impegnati nelle operazioni di sistemazione anche gli operai del Comune. In prima fila il sindaco Ivo Cialdea e il vicesindaco, che è stato a sua volta vittima di danni al proprio patrimonio privato.

L’amministrazione sta contando i danni ed è intenzionata a chiedere lo stato di calamità naturale. Danneggiate anche diverse colture agricole e infrastrutture.

 

Gli Stati Generali La Fune
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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