Bomarzo, il Parco dei Mostri protagonista di un gioco da tavola
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Quaranta euro e puoi ricevere direttamente a casa 'Bomarzo'. Un gioco ideato da Stefano Castelli e che prende le mossa dal famoso Parco dei Mostri.

Quaranta euro e puoi ricevere direttamente a casa ‘Bomarzo’. Un gioco ideato da Stefano Castelli e che prende le mossa dal famoso Parco dei Mostri.

Distribuito dalla Giochix viene raccontato così: “Durante il XVI secolo Papa Paolo III sapeva di poter contare sulla forza della famiglia Orsini. Ma non era chiaro da dove venisse tanto potere. Nel 1542 Pierfrancesco II Orsini, detto Vicino, ereditò il feudo di Bomarzo, di Collepiccolo, Castelvecchio, Montenero e Mompeo. Elesse il primo a sua residenza. Nel 1547 volle celebrare la grandezza della propria famiglia con la realizzazione di un’opera maestosa: all’interno di un anfiteatro naturale a Bomarzo furono scolpite enormi figure mitologiche, la cui sublime bellezza incanta e terrorizza coloro che vi si trovano innanzi. Il significato di questo parco è a tutt’oggi un mistero. Si tratta di un bosco sacro dove portare offerte agli dei? O un Parco dei Mostri realizzato per spaventare la povera gente?

Le leggende dicono che Vicino Orsini dovesse la propria fortuna proprio alla devozione che portava a strane e dimenticate divinità pagane. Quelle rappresentate come statua nel parco di Bomarzo. Che ci sia un collegamento tra le due cose?

In questo gioco, dovrai affrontare i misteri del parco, come fece Vinicio Orsini, per ottenere il successo e la stima del tuo Signore. Giocherai il ruolo di Signore feudale e dovrai sviluppare il tuo feudo nel miglior modo possibile e prevalendo sui tuoi rivali. Le forze soprannaturali che abitano Bomarzo giocheranno un ruolo fondamentale: non solo avrai bisogno ottimizzare lo sviluppo del tuo feudo, ma dovrai aver scelto con attenzione a quale divinità votarti!.

Bomarzo è un gioco strategico per 2-4 giocatori che dura circa 60 minuti. In questo gioco dovrai gestire le tue risorse, la tua forza lavoro, costruire nuove strutture ed edifici, e non in ultimo offrire alle divinità il giusto tributo per ottenere il beneficio più adeguato”.

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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