Bomarzo e Blera bocciano i sindaci uscenti, vincono Elena Tolomei e Ivo Cialdea
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Cambio d'amministrazione a Blera e Bomarzo. Gli elettori bocciano i sindaci uscenti. Brutta batosta per Ciarlanti a Blera, perde di misura l'ex sindaco Furaro a Bomarzo. Con uno scarto di appena 56 voti.

Blera e Bomarzo bocciano i sindaci uscenti. Cambio della guarda negli unici due comuni della Tuscia che sono andati al rinnovo dell’amministrazione in questa tornata elettorale.

A Blera successo della giovane Elena Tomonei, che incassa 936 preferenze (pari al 42,39%). La sua lista conquista 8 consiglieri su 12. Va male il sindaco uscente Francesco Ciarlanti, del centrodestra, ridotto a 406 voti (il 18,39%). Una pesante sconfitta, che ha permesso anche al terzo cavallo in gara: Massimo Torelli di doppiarlo (866 preferenze, pari al 39,22%). Alta l’affluenza alle urne: l’81,44% dei 2.268 aventi diritto al voto.
Batosta anche a Bomarzo per l’ex sindaco Roberto Furaro (appoggiato dal Pd). Vince e diventa sindaco Ivo Cialdea, vicino ai Cinque Stelle, grazie a 56 voti di scarto. Qui ha votato il 77,23% dei 1.143 aventi diritto.

Nell’ultima competizione elettorale a Blera Ciarlanti l’aveva spuntata, con un 43,55%, su Angelo Mazzarella, sindaco uscente, che si era attestato al 38.55 per cento. Poco più del 10 per cento a Valerio Allegrini del Partito Democratico; il 7.44 per cento a Maria Antonietta Fravolini della Lista Net.
Con 600 voti, pari al 48,43%, Roberto Furano, candidato del centrosinistra, era diventato il nuovo sindaco di Bomarzo. I suoi sfidanti, Giacobbe Tardani della lista civica ‘Progetto Comune’ e Renzo Pancrazi candidato con ‘Tuscia Vola’, si fermarono rispettivamente al 27,20% e 24,37%. Il sindaco uscente era Stefano Bonori.

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

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