BolsenArte Winter, si alza il sipario al teatro San Francesco per un doppio appuntamento in musica
Teatro San Francesco
Gli Stati Generali La Fune
BOLSENA - Si esibiranno il 23 dicembre, alle 21,15, il quintetto swing Four Seasons, per il concerto di Natale, e il 30 dicembre, alle 21,15, l’Orchestra sinfonica delle Cento Città per il concerto di fine anno.

BOLSENA – Al teatro San Francesco si alza il sipario per un doppio appuntamento in musica con BolsenArte Winter. Il festival, organizzato dall’assessorato alla cultura e diretto dal maestro Francesco Traversi, proporrà il 23 dicembre, alle 21,15, il concerto di Natale con il quintetto swing Four Seasons, e il 30 dicembre, alle 21,15, il concerto di fine anno con l’Orchestra delle Cento Città.

“Abbiamo realizzato per le festività un programma denso di iniziative, in cui emerge la sinergia con il mondo dell’associazionismo per promuovere e valorizzare il nostro patrimonio culturale, offrendo eventi che spaziano dall’arte, al teatro e alla musica – affermano il sindaco Paolo Dottarelli e l’assessore alla cultura Raffaella Bruti -. Con il festival BolsenArte Winter proponiamo alla città e agli appassionati di musica due imperdibili concerti a ingresso libero, che renderanno ancora più magica l’atmosfera del Natale bolsenese”.

Formato da Daniela Tenerini alla voce, Roberto Cesaretti al basso, David Versiglioni al piano e Silvano Pero alla batteria, il quintetto Four Seasons proporrà per il concerto di Natale brani della tradizione della SwingEra, da Frank Sinatra ad Ella Fitzgerald, insieme alle più belle canzoni delle festività natalizie in chiave swing & soul: dalla celeberrima “White Christmas” all’ incalzante “Let it snow”, dall’intensa “Have your self a merry little Christmas” a “Jingle Bell Rock”, “Santa Claus is coming to town” e “Last Christmas”.

L’Orchestra delle Cento città, l’istituzione orchestrale del Lazio riconosciuta dal Ministero della Cultura, sarà diretta dal maestro Francesco Traversi proporrà il meraviglioso ed intenso “Concerto per violino e orchestra in mi minore di Felix Mendelssohn”, con la partecipazione straordinaria del giovane e talentuoso violinista Ivos Margoni, seguito da una sontuosa serie di valzer e polke viennesi tratte dal migliore repertorio di tradizione in cui spiccano i capolavori degli Strauss.

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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