
MARTA – Hanno fatto più i pescatori di Marta in qualche ora in compagnia del divo di Hollywood Stanley Tucci che cinquanta anni di politici che si sono dati il cambio sugli scranni del lago di Bolsena. Il tema è quello della promozione del territorio, dell’immagine positiva dello stesso.
E i politici, di ieri e soprattutto di oggi, che dovessero rosicare per questa affermazione farebbero bene a dimettersi. Non stanno lì per il territorio ma evidentemente per altro (ambizioni, vanagloria, foto con la fascia tricolore e un ampio prontuario di opzioni umanamente comprensibili ma socialmente poco utili e funzionali agli interessi collettivi).
I campioni di oggi sono i pescatori del lago di Bolsena, precisamente quelli di Marta. Il destino gli ha dato un’opportunità e loro l’hanno giocata come dei grandi maestri. Non solo hanno fatto vedere al mondo come si prepara “la sbroscia” (che già è una cosa non da poco), hanno mandato nel mondo un altro messaggio davvero potente che suona così: “guardate abbiamo un lago talmente pulito che ci prendiamo l’acqua per cucinare”. Poi “vabbé” arriva il colpo da super maestro del presidente della cooperativa Giuliano Rocchi che si prende del tempo per dire chiaramente che lui l’acqua del lago la beve ogni giorno direttamente con le mani.
“C’è da pijà l’acqua, l’acqua pulita” dice il presidente ai suoi. “Prendiamo l’acqua dal lago”, dice Rocchi a un Tucci un po’ perplesso che domanda: “Ma la prendete dal lago?”. “Io la bevo sempre – replica il presidente – e fino a oggi l’unico problema di salute che ho avuto è stata una sola febbre in tutta la vita. Passata!”.
Alla fine quando si ha a che fare con i pesci si impara a diventare astuti e rapidi e a mettere a frutto ogni minuto di tempo. Ora tutti sanno che il lago di Bolsena ha un’acqua pulitissima, non certo un dettaglio per un territorio che vorrebbe fare del turismo un asset del suo sviluppo.


















