Bolsena, "un lago da bere". Lo "spottone" internazionale che i pescatori di Marta affidano a Disney +
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"C'è da pijà l'acqua, l'acqua pulita" dice il presidente ai suoi. "Prendiamo l'acqua dal lago", dice Rocchi a un Tucci un po' perplesso che domanda: "Ma la prendete dal lago?". "Io la bevo sempre - replica il presidente - e fino a oggi l'unico problema di salute che ho avuto è stata una sola febbre in tutta la vita. Passata!". 

MARTA – Hanno fatto più i pescatori di Marta in  qualche ora in compagnia del divo di Hollywood Stanley Tucci che cinquanta anni di politici che si sono dati il cambio sugli scranni del lago di Bolsena. Il tema è quello della promozione del territorio, dell’immagine positiva dello stesso.

E i politici, di ieri e soprattutto di oggi, che dovessero rosicare per questa affermazione farebbero bene a dimettersi. Non stanno lì per il territorio ma evidentemente per altro (ambizioni, vanagloria, foto con la fascia tricolore e un ampio prontuario di opzioni umanamente comprensibili ma socialmente poco utili e funzionali agli interessi collettivi).

I campioni di oggi sono i pescatori del lago di Bolsena, precisamente quelli di Marta. Il destino gli ha dato un’opportunità e loro l’hanno giocata come dei grandi maestri. Non solo hanno fatto vedere al mondo come si prepara “la sbroscia” (che già è una cosa non da poco), hanno mandato nel mondo un altro messaggio davvero potente che suona così: “guardate abbiamo un lago talmente pulito che ci prendiamo l’acqua per cucinare”. Poi “vabbé” arriva il colpo da super maestro del presidente della cooperativa Giuliano Rocchi che si prende del tempo per dire chiaramente che lui l’acqua del lago la beve ogni giorno direttamente con le mani.

“C’è da pijà l’acqua, l’acqua pulita” dice il presidente ai suoi. “Prendiamo l’acqua dal lago”, dice Rocchi a un Tucci un po’ perplesso che domanda: “Ma la prendete dal lago?”. “Io la bevo sempre – replica il presidente – e fino a oggi l’unico problema di salute che ho avuto è stata una sola febbre in tutta la vita. Passata!”.

Alla fine quando si ha a che fare con i pesci si impara a diventare astuti e rapidi e a mettere a frutto ogni minuto di tempo. Ora tutti sanno che il lago di Bolsena ha un’acqua pulitissima, non certo un dettaglio per un territorio che vorrebbe fare del turismo un asset del suo sviluppo.

 

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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