Bolsena s'illumina d'ortenzie
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BOLSENA - Saranno oltre 50 gli espositori provenienti da varie regioni della Penisola e dall’estero che daranno vita a uno degli eventi più importanti del settore florovivaistico italiano e più attesi dell’estate bolsenese.

BOLSENA – Tutto pronto a Bolsena per la Festa delle Ortensie. La 25esima edizione della manifestazione si aprirà domani 16 giugno alle 16,30, con il tradizionale taglio del nastro in viale Colesanti. La rassegna, a ingresso gratuito, sarà visitabile venerdì fino alle 24; il 17 giugno, dalle 9 alle 24; il 18 giugno, dalle 9 alle 20.

La Festa delle Ortensie non celebra solo la bellezza della “Hydrangea”, ma parla anche di agricoltura biologica, arredi per esterni, piante ornamentali da giardino e di tutto quello che è vivere in modo connesso con la natura. Saranno oltre 50 gli espositori provenienti da varie regioni della Penisola e dall’estero che daranno vita a uno degli eventi più importanti del settore florovivaistico italiano e più attesi dell’estate bolsenese.

Un’occasione unica per ammirare le ortensie nel momento della loro massima fioritura e per immergersi nella bellezza della cittadina che dà il nome al più grande lago vulcanico d’Europa. La tre giorni verrà animata dagli spettacoli della Compagnia delle lavandaie della Tuscia, che porta in scena l’antico mestiere delle lavandaie ricreando l’atmosfera di quando le donne si riunivano per lavare a mano il bucato, e la cover band blues degli anni Settanta guidata dal musicista Fabrizio Lucchini.

Organizzata dall’associazione Amici delle Ortensie, con il sostegno del Comune di Bolsena e la collaborazione della Pro loco Bolsena, la Festa delle Ortense festeggia la 25esima edizione con l’ingresso gratuito per tutti i visitatori. Per tutte le informazioni è possibile visitare la pagina Facebook https://www.facebook.com/amicidelleortensie.

 

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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