Bolsena, si rinnova la tradizione dell’ infiorata
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BOLSENA – Più di cinquecento persone al lavoro da sabato per decorare la cittadina lacustre con un tappeto di fiori lungo tre chilometri.

BOLSENA – Quando l’arte, la fede e la natura si fondono danno vita a spettacoli unici al mondo come l’infiorata di Bolsena.  Ieri si è tenuta l’edizione 2019.

Sono arrivati turisti da tutta Europa che hanno preso d’assalto il centro storico per assistere ad un tripudio di colori e rappresentazioni sacre veramente suggestive.

L’infiorata è una tradizione secolare che risale a Bolsena al 1811.

Viene ripetuta ogni anno in onore del miracolo eucaristico del 1263, quando, durante la celebrazione della messa officiata da Pietro da Praga, dall’ostia spezzata sull’altare uscirono gocce di sangue umano. Questo evento contribuì all’istituzione della festa del Corpus Domini da parte di papa Urbano IV.

Un lavoro di una precisione quasi maniacale, portato avanti da più di cinquecento persone fin dalla sera di sabato. Una preparazione che molto tempo e tanta passione. Dalla raccolta dei petali al bozzetto, che si esegue in genere su carta o su lastricato. I contorni si delineano con un impasto di segatura tinta. Dopodiché si è pronti per la composizione, quindi per  decorare con i petali dei fiori. 

 

 

Gli Stati Generali La Fune
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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