

BOLSENA – Giovedì 28 agosto la presentazione della terza edizione di ‘Bolsena See Fest Araun’ in Germania, con la presenza del sindaco Di Sorte e il pubblico delle grandi occasioni. Dall’intuizione di Sante Di Sorte, parte da Bolsena, una forma moderna ed entusiasmante di promozione territoriale della Tuscia, la meraviglia nascosta dai giganti Roma e Toscana.
A memoria d’uomo Bolsena, e il più grande lago vulcanico d’Europa, sono oggetto di invidia, non solo mia, per la capacità di attrarre turisti dal nord Europa. Quando negli anni 70-80 dell’altro secolo a Viterbo nessuno parlava di turismo o di Francigena, quando San Pellegrino in Fiore doveva ancora nascere e il maresciallo Rocca scegliere Viterbo come destinazione, a Bolsena il turismo era ormai realtà strutturata da decenni.
Da sempre e anche adesso, XXI secolo, la maggior parte delle gite scolastiche in visita nella Tuscia pernottano a Bolsena per la presenza di tantissime strutture ricettive. Non hanno problemi di incoming, da qui la mia personale invidia. Negli anni, visto il vantaggioso rapporto qualità-prezzo sia della ricettività che degli immobili, molti “stranieri” si sono stabiliti a Bolsena. Oggi ci sono vere e proprie comunità da tutta Europa. Sempre più invidia. Negli anni tante interazioni culturali e nascita di amicizie, oltre ai doverosi continui scambi con i turisti.
Era probabilmente nella natura delle cose che nascesse spontanea la voglia di colonizzare. Da più di dieci anni l’associazione “di Tuscia un po’” è attiva a Bolsena con una spiccata vocazione promozionale. I tempi erano maturi per superare i confini comunali. Il fiore all’occhiello delle attività è il Bolsena see fest ormai alla terza edizione.
L’idea nasce pre covid, probabilmente da una chiacchierata con qualche turista che diceva di non aver mai mangiato così bene. Nel 2019
parte un gruppo in avanscoperta. Nel 2023 la prima edizione nel cuore della Germania. Allo zoccolo duro di 10-12 organizzatori negli anni si affiancano altri. Oggi il gruppo è composto da 18 volenterosi. Ogni anno solo 12 espositori. Al comune di Bolsena, si affiancano quest’anno,
2025, anche quello di Gradoli e Grotte di Castro. Questa è una delle forme più moderna ed eccitante di promozione: far assaggiare agli europei a casa loro parte dell’immenso patrimonio eno-gastronomico della Tuscia. Questo non solo dà enorme soddisfazione agli stessi
organizzatori, come dice Paola Dottarelli di Lago Vivo, ma spinge il turismo in tutta la zona e veicola l’e-commerce.
I nostri problemi restano la diminuzione delle nascite e la mancanza di una economia che funzioni per tutti, sostenibile e che faccia bene al territorio stesso. Da Bolsena la lezione da seguire. Grazie

















